La fine atroce del pilota giordano Muadh al Kasasbeh è l’inizio di una strategia mirata. Quelle fiamme che lo hanno avviluppato nel simulacro e nella carne arsa in una gabbia, offerta poi in pasto all’opinione pubblica, accentuano le incongruenze presenti nel video dell’assassinio. VeritĂ  e mezze veritĂ  ? Ancora peggio, quando a esplicare la funzione di divulgatori della notizia è l’insieme delle maestranze della carta stampata, riversatesi nel web; dilatando l’obbiettivo del fanatismo, facile a trasmettersi, dell’Isis. Una delle controindicazioni di quello spazio illimitato, internauta e in cui tutti si ritrovano , manierista-citazionista e votato alla digitalizzazione, che ha quasi sostituito il cartaceo in debito di ossigeno. E che permette di buon grado, la personalizzazione delle fragranze e degli intrecci sensoriali dell’Arbre Magique dell’informazione, eterodiretta. Dove tutto gira alla velocitĂ  della luce: quel luogo, dove tutto è cultura e il rispecchio di una fase a ciclo continuo, liquida e post-moderna.

Ma è solo una questione di gestione e di mal utilizzo degli strumenti computerizzati e dei Tiggì.com, che vivono la pulsione porno hig tech alla stessa stregua di una maĂ®tres gossippara, senza arte e poche virtĂą ? Oppure, dobbiamo ricondurre il tutto al fascino esercitato da una routine quotidiana, dedita al condividi in serie, purchĂ© si sia sempre pronti a spiattellare con rapiditĂ  e a braccetto con i quotidiani in rete, l’abominio e la sublimazione di una morte infame? Quando viene preso come modello uno dei mestieri piĂą antichi del mondo, metterci del proprio è controproducente. I risultati possono essere soggetti a derisione e possiamo essere certi che a buon veduta, le ancelle del piacere, non avrebbero mai oltrepassato il decoro del puro intrattenimento. Loro. Dopo tutto, un mestiere è un mestiere e non può essere confuso con il voyeurismo della notorietĂ  fittizia da “tweet & like”. Però, nella societĂ  del piacere e delle aspettative altrui, che tanto allieta la ricerca degli scribi e dei lettori on line, intenti a pubblicare e a leggere video e articoli shock, conta solo la dura legge della domanda e dell’offerta. Buona pace alle tenutarie dell’accoglienza.

E cosa importa se l’informazione è sempre piĂą di pubblico ludibrio? Nulla. Anzi, è preferibile una professionalitĂ , formatasi, preparata e messa insieme, per spiattellare ai “quattro bit” di misura dell’informazione digitale-seriale, la morte e le barbarie in diretta. Le stesse che i novelli Hermes, neppure immaginano di ospitare in casa e che, al tempo stesso, vogliono essere un segnale di mobilitazione alle cellule neo-fondamentaliste prive, oggi, di ogni specifica territoriale. E visto che contano piĂą le visualizzazioni di pagina dei contenuti, possiamo anche far sapere a questi geni della Terra di Altrove, che l’orientamento dell’opinione pubblica, non sempre è utile per forgiare un’interpretazione degli accadimenti. E’ evidente che l’Ade e i suoi abitanti, sanno utilizzare meglio uno strumento e i suoi operatori. Sempre che gli addetti dell’intrattenimento e dell’informazione che non cedono all’omologazione e alla massificazione, rinuncino seduta stante a non indirizzare i loro sforzi, verso la produttivitĂ  e la pochezza d’espressione. Una scelta difficile: contro l’assenza di limiti che è oggi il miglior format della notizia sensazionale.