La grande stampa, sedicente di “ opinione”, oltre a dedicarsi alla presentazioni di editoriali, rigorosamente impostati su una prospettiva di sinistra e di ortodossia “democratica” (l’immancabile Mieli e Cassese), da oggi avrà due campi su cui sbizzarrirsi: la minimizzazione del risultato umbro, la più pesante sconfessione dell’operazione “giallorosso”, patrocinata dal “cattolico democratico” Sergio Mattarella, e la quotidiana critica del risultato argentino, in cui, a differenza delle grottesche e caricaturali elezioni cinesi, culla della più limpida democrazia, tanto rispettata dal liberalcapitalismo nostrano,  il consenso libero ed autentico è stato  ancora una volta rivolto ai biechi “peronisti”. 

   Viene da soffermarsi all’ editoriale del Corrierone, sdottoreggiante come pochi, del duo Alesina – Giavazzi, “Disuguaglianze. Correggere la società ingiusta”, in cui – e ciò costituisca una prima prova dell’effettivo tenore – il passaggio più pesantemente critico è rappresentato dalla frase sul destino “cinico e baro” dei giovani, che “con il loro lavoro dovranno sostenere anziani che vivono sempre più a lungo[infami!] e lavorano per una parte sempre più breve della loro vita. Esattamente il contrario degli effetti di Quota 100”, che, maledetta ed infame, rende possibile il pensionamento di persone, che hanno lavorato 38 anni ed hanno un minimo di 62 anni, con un impegno per moltissime donne soprattutto “qualificante e gratificante” nella scuola dei nostri anni.

   I due autori , l’uno, Alberto Alesiana, pavese, professore all’Università di Harvard e l’altro, Francesco Giavazzi, bergamasco, tra l’altro docente “in visita” al MIT di Boston, carichi di dati e di notizie frutto di sofisticate elaborazioni informatiche, ignorano la massima sulla loro scienza, espressa da un certo Carlo Salustri, “Trilussa”, nato, il poverino, sulle rive del Tevere. Gliela presentiamo:

“La Statistica.

Sai ched’è la statistica? E’ na’cosa/che serve pe fà un conto in generale/de la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che sposa// Ma pè me la statistica curiosa/è dove c’entra la percentuale/pé via che, lì, la media è sempre eguale/puro co’ la persona bisognosa. //Me spiego: da li conti che se fanno/seconno le statistiche d’adesso/ risurta che te tocca un pollo all’anno:// e, se nun entra nelle spese tue, t’entra ne la statistica lo stesso/ perch’è c’è un antro che ne magna due”.   

Nella realtà, in  altre parole,  occorre fare attenzione e prestare cura per la realtà senza deificare i numeri aridi e crudi