Oltre 60 tra parlamentari, eurodeputati, e consiglieri regionali, comunali e municipali, hanno firmato un appello al prefetto, al questore e al sindaco di Milano perché “non si vieti con motivazioni prive di reale necessità” il corteo per Sergio Ramelli, morto a 18 anni, il 29 aprile 1975, dopo essere stato brutalmente aggredito a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia. I firmatari, tra cui i vice presidenti di Camera e Senato Fabio Rampelli e Ignazio La Russa, appoggiano la richiesta avanzata da un comitato di promotori, che, si spiega nell’appello, “intende rendere onore a un giovane di 18 anni la cui sola colpa, come accertato dalla giustizia italiana, di avere aderito al Fronte della Gioventù”.

A promuovere il corteo-fiaccolata sono CasaPound Italia, Forza Nuova e Lealtà Azione, che, nella lettera inviata a prefetto, questore e sindaco a corredo dell’appello e firmata da Marco Clemente per Cpi, da Duilio Canu per Fn e da Stefano del Miglio, per Ln, spiegano così le loro ragioni: “Dopo quattro anni in cui il ricordo del barbaro assassinio a colpi di chiave inglese, per mano di un commando di Avanguardia Operaia, di un giovane di soli 18 anni, è stato affidato ad eventi statici di piazza si ritiene, infatti, sia giunto il momento di ritornare alla formula del corteo-fiaccolata. Un corteo silenzioso che nei tanti anni in cui si è svolto prima dei divieti che si sono perpetrati dal 2015 al 2018, mai ha procurato disagi, incidenti o turbative d’ordine pubblico ma anzi, si è sempre contraddistinto per compostezza e rispetto dei luoghi e delle persone”. CasaPound Italia, Forza Nuova e Lealtà Azione chiedono dunque di poter organizzare il 29 aprile a Milano un corteo-fiaccolata che parta da Piazzale Susa e che sfili per viale Romagna, via Beato Angelico per poi terminare in via Paladini.

Affari Italiani, 19 aprile 2019