A distanza di oltre un secolo dalla pubblicazione del celebre manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, il Futurismo continua a sorprendere e stupire. Lo conferma, una volta di più, la bella mostra  dedicata a Giacomo Balla (Torino 1871-Roma 1958) e al suo proficuo e rivoluzionario rapporto con la moda in corso al Museo del Setificio Piemontese di Caraglio (Cuneo).

A 100 anni dalla pubblicazione nel 1915 del manifesto con il quale, insieme a Depero, Balla proclamava la Ricostruzione futurista dell’Universo, Caraglio gli rende omaggio con una selezione di circa 40 opere realizzate tra il 1914 e il 1929.
Provenienti da Casa Balla tempere e disegni per stoffe, ricami, foulards, sciarpe, cuscini e tappeti, testimoniano il ruolo determinante che, per l’artista, le arti applicate e la moda dovevano ricoprire per ricostruire radicalmente l’universo futurista, dinamico e avanguardista.

Centro e cuore dell’esposizione è la serie di 28 progetti per foulard o per piastrelle dipinti tra il 1925 e il 1929 a tempera, recto e verso, su 14 fogli di carta, espressione tra le più felici dell’interscambiabilità dei motivi su supporti differenti, che fossero quadri, stoffe o mobili, foulards o ceramiche, cuscini o ventagli, e del decorativismo cromatico astratto tipico del giocoso e rutilante universo balliano. Curata da Andreina d’Agliano e Carla Cerutti con la collaborazione di Guido Donati, la mostra durerà fino al 7 giugno.

Per informazioni: 0171 610258; www.filatoiocaraglio.it