Vince l’astensionismo in Grecia ed i media italiani lo evidenziano. Fingendo di dimenticare che alle ultime tornate elettorali l’astensionismo in Italia era superiore. Ma per i greci si tratta di delusione, di mancanza di speranze. Per gli italiani, invece, e’ inutile votare quando si ha già il bugiardissimo che pensa a tutti e provvede a tutto.
In ogni caso, grazie anche alle astensioni, l’infame Tsipras guiderà di nuovo il governo di Atene verso la distruzione della Grecia, così come vuole l’Europa. E’ la democrazia, bellezza. Se i greci vogliono vivere da schiavi, peggio per loro. Se di fronte al 30% di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, mentre i cialtroni dell’ONU si lamentano perché l’accoglienza greca degli invasori non è di qualità sufficiente, la risposta e’ il voto a Tsipras o l’astensione, peggio per i greci. Le alternative deve crearsele un popolo, non possono e non devono venire da fuori.
Per Gabriele Adinolfi il 7% abbondante conquistato da Alba Dorata e’ un successo, perché conferma il radicamento del movimento nella società greca. Indubbiamente Alba Dorata e’ stata pesantemente penalizzata dal sistema, dalla magistratura, dai media. Ma il 7% a fronte di un 30% di disperazione e di un 50% di povertà complessiva, non è molto. E’ vero che non basta essere poveri e disperati per essere anche intelligenti, però i margini di crescita – in una situazione di questo tipo – ci sono.
Come ci sono in Spagna, alle prese con la disillusione nei confronti di Podemos e di Pablo Iglesias. In difficoltà perché la sacrosanta protesta non si sta traducendo in proposte e realizzazioni concrete laddove Podemos ha vinto. E il voto regionale della prossima settimana in Catalogna, una sorta di referendum pro o contro l’indipendentismo di Mas, sta dimostrando l’estraneità di Podemos dai grandi problemi strategici. Ha vinto ma è diventato irrilevante subito dopo il successo.
E allora forse e’ corretto il percorso di Alba Dorata che preferisce puntare sul progressivo radicamento sociale? Di certo gli exploit episodici di questo o quel movimento in giro per l’Europa rischiano di risultare effimeri, inutili se non nocivi. E questo vale anche per l’Italia che rifugge da ogni radicamento perché richiederebbe impegno e fatica.