Torino viene spesso indicata come la città magica per eccellenza. Secondo i cultori delle sciroppate esoteriche, contano principalmente i racconti sulla vita di Gustavo Rol e i libri della giornalista Giuditta Dembech, Torino Città Magica I e II volume. Le peripezie riguardanti la vita di un uomo, Giuseppe Solaro, interessano relativamente poco. Il federale più giovane della Rsi, assassinato barbaramente a soli 31 anni, è una macchia indelebile che ha sconvolto l’esistenza dei circoli della borghesia torinese, affetti da parossismo. Un ricordo che appesta ancora oggi i pochi sopravvissuti, pur avendo nel frattempo ceduto il testimone.

 

L’esercizio delle auto-convocazioni, per cooptare, nel corso degli anni, politici ed esponenti della cultura torinese, è servito pur a qualcosa: assegnare dei compiti ben precisi, erogando disposizioni di lunga durata a Destra e a manca, non è stato un compito difficile. Così, il giovane Solaro viene rimosso dalla storia. E con lui, tutti i volteggi della Fiat guidata dal giovanissimo Agnelli, pronto a tessere accordi e a sorridere all’americanizzazione della sua azienda anche in tempi non sospetti. In quanto alla mattanza inconcepibile dei giovani piemontesi (non solo loro) nell’aprile del 1945, che non ebbero un attimo di esitazione ad anteporre i principi alla propria vita ? Non c’e’ traccia.

 

E’ preferibile nascondere le sponde del Po intrise di sangue e l’imbarazzo dei corpi inermi appesi ai lampioni. Questo, perlomeno fino a quando il direttore della Gazzetta Lucchese, collaboratore de La Nazione, Fabrizio Vincenti, decide di scriverne un libro: Giuseppe Solaro, il fascista che sfidò la Fiat e Wall Strett, pubblicato da Eclettica nella collana Ciclostile. L’intransigente Solaro, descritto dall’autore come “il figlio legittimo di quella sinistra fascista” che mantenne sino all’ultimo l’irreprensibilità, e quella abnegazione verso l’imprenditoria e la promozione dell’azionariato dei dipendenti; facendo sue le perplessità di George Sorel e i cambiamenti del sindacalismo rivoluzionario, evidenziandone a più riprese la crescita dell’ideologia mercantile.

 

Una passione viscerale rivolta anche all’economia, creando una sezione interna del G.U.F. torinese da cui nacque il centro di studi economici e sociali. Una delle poche realtà attive in quegli anni in Italia e precursore dell’idea di un’Europa (Sigh…), facente capo ad un organismo che oggi definiremmo simile al Consiglio europeo e all’operato che dovrebbe svolgere. I suoi studi portarono alla stesura delle “Considerazioni politico-economiche sulla socializzazione dell’economia italiana” e ai corsi di Preparazione all’Economia Socializzata. Terminata la lettura del libro di Vincenti, tornano in mente le parole di Cesare Ferri durante la presentazione milanese del suo libro Fuori dal Giro: “La vita è una scatola vuota che tocca solo a noi riempire. Sarebbero stupido passare a miglior vita presentandosi con un contenitore vuoto.”

 

Giuseppe lo riempì in soli pochi anni e, il cappio che lo strinse al collo, la fogna che lo circondò negli ultimi istanti della sua vita, continua a rivendicarne l’usufrutto.

 

 

Fabrizio Vincenti

 

GIUSEPPE SOLARO

il fascista che sfidò la Fiat e Wall Strett

 

Eclettica Edizioni, Massa-Carrara 2014

 

Ppgg. 303-euro 16,00