Quando sopraggiunse lo tsunami pandemico del corona virus in Lombardia ed in Veneto, a fronteggiarlo si trovarono medici ed infermieri, uomini delle forze dell’ordine e della protezione civile. Erano tutte persone legate da un giuramento, organizzate gerarchicamente, animati da solidi valori. Hanno lottato e stanno lottando ancora strenuamente, tanto che a tutt’oggi per l’opinione pubblica sono degli eroi. Ma il rischio è che una volta calmate le acque, dalle tane escano certi sciacalli e allora i tanto osannati eroi di oggi torneranno ad essere qualcuno da odiare. Come è già accaduto in passato per grandi servitori dello stato come il generale Mori, il comandante Ultimo, il dottor Bertolaso. Gli sbavanti uomini della sinistra , quelli che non sopportano l’uomo che si erge sopra gli altri, che parla di patria, quelli che adorano Brecht ed il suo “ beato il paese che non ha bisogno di eroi”, quelli che vogliono livellare tutto, torneranno a prevaricare.

D’altra parte ci troviamo in questo momento in un paese in cui per motivi contingenti, si è realizzato un sistema che non si chiama ancora comunismo ma che di fatto lo è : comandano uomini non eletti democraticamente, su un  popolo  impoverito, in un  territorio che è diventato un immenso carcere dove tutti vivono agli arresti domiciliari, dove è vietato espatriare; si fa la coda per il pane e per tutto, ci sono delatori nei condomini. Quando mai a questi sinistri personaggi si ripresenterà un’occasione del genere ? Eccoli quindi pronti, da veri avvoltoi, a sfruttare il momento.

La Regione Lombardia è un piatto succulento, rappresenta una sfida persa dalla sinistra. Perché allora non avviare uno sciacallesco attacco al centrodestra che governa ; perché non approfittarne ora, con i suoi dirigenti stremati da notti insonni a fronteggiare l’epidemia ?

Si denuncia il fatto che si sia lasciata propagare l’epidemia, non ci sia stata tempestività nell’isolare i focolai di contagio, che nelle case di riposo non siano stati approntati quegli strumenti di difesa necessari a non diffondere il coronavirus. Ma intanto, mentre lo tsunami montava, un primo ministro decretava il 31 gennaio lo stato d’emergenza e poi dichiarava che tutto era sotto controllo, un tale Zingaretti sosteneva che per due soli casi conosciuti sul nostro territorio non aveva senso preoccuparsi; il compagno sindaco di Milano invitava tutti a prendere l’aperitivo sui Navigli, il sindaco di Brescia festeggiava il santo patrono con folle nelle strade e quello di Bergamo assisteva compiaciuto ai successi dell’Atalanta, mentre il bibitaro assurto a ministro regalava milioni di mascherine alla Cina. Tutti atteggiamenti da parte di siffatti personaggi che non possono minimamente giustificare il ruolo di accusatori della giunta lombarda.

Quindi con le giunte di centrodestra ridotte allo stremo dal punto di vista psicofisico per l’immane lotta da combattere contro un nemico sconosciuto, la sinistra al governo appronta prove tecniche di regime. Si predispongono delle applicazioni che consegnate a cittadini ingenui ed ignari li metteranno sotto osservazione per qualunque cosa faranno. Lor signori sapranno cosa fai, dove sei, quanto spendi, cosa mangi, cosa consumi, se sei triste o sei allegro, sano o malato. Il comunismo orwelliano, da terzo millennio. E poi ecco la task force di Conte, centinaia di superesperti, lautamente pagati, pronti a far danni: come i guai combinati dai “fenomeni” Monti e Fornero, dai virologi da salotto, da amici e parenti di sottosegretari al potere. Ma intanto saranno loro a “proteggerci”, a “guidarci”, a “consigliarci”….

Che bisogno c’è di fare le elezioni ? Abbiamo i sapientoni, la crema della nostra classe dirigente che sa cosa fare….quali tasse infliggerci, dirci cosa è bello e cosa è giusto. E mi raccomando ubbidire perché se no ci pensano loro…

Lo abbiamo visto in questi giorni, i poliziotti locali, quelli che non giurano, che ubbidiscono al sindaco, al potere politico, quanto fossero solerti nel reprimere comportamenti innocenti di cittadini normali e mansueti. Avrete visto sul web quel ragazzo che correva con buon ritmo sulla battigia della spiaggia di Pescara, il giorno di Pasqua, solo, solissimo; improvvisamente inseguito da un ansimante poliziotto locale che cercava di raggiungerlo per multarlo. L’eroico milite non riusciva nell’impresa a cadeva inciampando nella sabbia. Stressando il concetto, c’era un ragazzo sano inseguito da un vigile che poteva teoricamente contagiarlo. Infatti, cosa ne sappiamo delle condizioni di salute degli agenti che ci fermano ad un controllo ? Hanno fatto il tampone ? Chi controlla i controllori ?

Sempre sul web, dove si trovano le notizie che la stampa del pensiero unico ci nega, assistiamo alla scena di una matura signora fermata da due agenti locali che chiedono ragione dei sui movimenti. La donna, bionda, ha la mascherina sul viso, i guanti sulle mani che reggono il sacchetto della spesa; tutto in regola. Ma in quel momento sopraggiunge un nero, o immigrato proveniente dall’Africa sub sahariana se preferite, in bicicletta, il viso libero, che trasporta probabilmente del cibo in quei contenitori adagiati sui portapacchi. Per lui niente controlli; ” se poi non è in regola come facciamo ?” “E se portasse delle malattie, chi ce lo fa fare”, deve essere stato il recondito pensiero dei due agenti locali.

Volete andare in giro per la città a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza controlli, liberi come l’aria? Dotatevi di una moto o di una bici e ponete sul portapacchi posteriore un contenitore per cibi: nessuno vi toccherà, è il vero passepartout nell’era del coronavirus!  Certo potreste anche infettare un sacco di gente, ma sarebbe razzista chiedere qualsiasi documentazione sanitaria al riguardo! Anche solo la misurazione della temperatura corporea, come ai poveri mortali in coda ai supermercati.

Terza scena proposta sul web : una donna viene fermata e multata perché in auto sta accompagnando da un medico specialista la figlia, con tanto di impegnativa a dimostrazione del fatto. Uno degli agenti spiega che la ragazza avrebbe potuto prendere i mezzi, (e quindi rischiare di infettarsi), per raggiungere lo studio medico. Se uno deve recarsi ad una visita medica si presume che non stia tanto bene e che quindi necessiti di essere accompagnato; ma l’agente qui si arroga il diritto di poter stabilire le condizioni di salute di un cittadino, andando oltre le sue prerogative. Voi capite che in un regime perfetto non esiste più alcun diritto ed alcuna tutela.

Andiamo avanti e le immagini da Twitter ci mostrano un agricoltore che viene multato perché in una campagna sterminata dove non si vede nemmeno uno spaventapasseri in lontananza, sta innaffiando il suo campo di granturco, pena la perdita del raccolto. Qui il buon senso proprio non esiste, il contadino doveva dotarsi della compagnia di un qualsiasi essere a quattro zampe e nessuno gli avrebbe detto niente.

Ed infine la prova provata del regime prossimo venturo. In un paesino dell’Emilia, e dove se no ?, un parroco sta officiando una messa di fronte a tredici fedeli, tutti con mascherina, in una chiesa di trecento metri quadrati. Un delatore ha avvisato il sindaco, un Peppone senza stile, che subito, subitissimo, manda i carabinieri ad interrompere la funzione. Il milite si presenta in chiesa, tenendo il berretto sul capo, e interrompe la messa. Alle proteste educate del prete risponde con un “ non ci prendiamo in giro” e fa evacuare la chiesa, con i pericolosi fedeli che ubbidiscono a malincuore. Mi chiedo se il sindaco si sarebbe comportato nello stesso modo nel caso di una preghiera in una moschea.

Mi domando se il carabiniere si sarebbe presentato con il berretto sul capo, ad interrompere l’imam; e se costui , giustamente risentito, si sarebbe sentito rispondere con un “non ci prendiamo in giro” da parte del milite. Ma mi rattrista pensare che in questa vicenda non è assolutamente garantito che le alte autorità della Chiesa prendano le difese del proprio prete ; mi inquieta pensare che no, starebbero dalla parte del compagno sindaco.

Abbiamo iniziato sostenendo che gli attuali eroi di questi giorni tremendi, un domani torneranno ad essere oggetto di minacce ed insulti.

Recentemente infatti, un’infermiera che tornava a casa a fine turno, stremata, avendo cercato di salvare più vite possibile, avendo pianto chi non ce l’ha fatta, si è vista recapitare sulla porta un foglio con una minaccia :” attenta, se qualcuno si ammala, per noi sei tu la responsabile!”. E non è l’unica intimidita in questi giorni, e domani sarà peggio.

Perché in Italia questo è il destino di combatte e rischia per il prossimo.

Infatti poi sopraggiungeranno gli “altri” , dalle retrovie, in un film già visto.