Aveva cominciato l’Anpi, portando in piazza, a Torino, meno di 50 persone per protestare contro la protesta del 9 dicembre. Ma ora si replica in tutta Italia. La sinistra si schiera: dalla parte del governo Alfetta, dalla parte dei finanzieri come Serra che guidano Renzi, dalla parte di Equitalia che lo scorso anno ha pignorato 40mila case agli italiani, dalla parte delle tasse, dalla parte dei sussidi agli immigrati e non agli italiani. Ciascuno, ovviamente, è libero di sostenere ciò che vuole, di scegliersi come padroni i peggiori speculatori svizzeri, tedeschi, ignlesi o americani. Basta essere chiari. Così come è stato chiarissimo, questa mattina, il conduttore del soviet di Rai News, quando ha spiegato che bisogna tutelare la dignità di clandestini e criminali, ma senza spendere una parola per la dignità degli italiani sfrattati, delle anziane italiane costrette a raccattare gli avanzi nei mercati.

Loro, per il soviet di Rai News e per i compagni che scendono in piazza, non hanno diritto alla dignità. Non hanno diritti e basta. Solo il dovere di pagare Equitalia e di mantenere l’orrendo governo Alfetta. D’altronde un simile piano di annientamento non rappresenta certo una novità. Distruzione dello spirito delle Forze Armate (la squallida vicenda dei marò va in questa direzione), divisione del Paese consegnando le aree industriali più forti (cedere le infrastrutture alle multinazionali aiuta), trasferire all’estero i macchinari delle industrie, impedire alle aree deindustrializzate di ricreare un settore manifatturiero, saccheggiare le risorse economiche e finanziarie, costringere i lavoratori (quelli migliori) a lavorare per aziende straniere o a trasferirsi direttamente all’estero, obbligare la popolazione ad una mescolanza con altre etnie.

Il piano Alfetta? No, era il Piano Morghentau per la Germania, presentato nel 1944 dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti, approvato da Roosvelt e poi da Churchill. L’obiettivo, messo per iscritto da questi cialtroni (dunque nessuna dietrologia, nessun complottismo, ma documenti ufficiali), era di trasformare la Germania in un Paese “a vocazione soprattutto agricola e pastorale”. La guerra fredda ed il cambiamento dei rapporti tra Occidente ed Urss salvò la Germania dal genocidio. Ma oggi il piano torna d’attualità per l’Italia, grazie alla Banda Vedrò che compone il governo Alfetta. Manca l’aspetto pastorale, ma l’Italia deve essere trasformata in un Paese a vocazione agricola e turistica.

Peccato che il territorio non consenta più neppure l’autosufficienza agroalimentare. Peccato che il turismo perda posizioni grazie alla mancanza di investimenti e di turisti. Ma lo smantellamento delle industrie è in atto, i privilegi per le altre etnie, a danno degli italiani, sono un’abitudine consolidata, l’emigrazione dei cervelli è quotidiana. Per tutto questo scende in piazza la sinistra. Non per contrastare questo programma di distruzione dell’Italia, ma per sostenerlo. Ciascuno faccia la sua scelta di campo.