Il Parlamento europeo, scadente a primavera ma scadente per tutta la sua durata, ha deciso di punire l’Ungheria per aver osato ribellarsi al pensiero unico obbligatorio.

Dal punto di vista pratico le conseguenze saranno nulle o quasi, anche considerando il tempo limitato prima che gli europei cambino radicalmente un parlamento interessato solo a scodinzolare di fronte a speculatori e banchieri.

Ma il voto ha comunque conseguenze politiche. Innanzitutto perché evidenzia il gigantesco errore di Orban, il leader ungherese, che si è fidato del Ppe di cui il suo movimento fa parte.

Invece del Ppe non ci si può fidare, né in Europa né nei singoli Paesi. E questo dovrebbe essere un segnale anche per Salvini nel momento in cui pare ricrearsi il fronte del centro destra. Forza Botulino, che fa parte del Ppe, non perde occasione per attaccare le scelte del governo giallo verde, comprese le iniziative riconducibili alla Lega. Ma poi gli stessi esponenti di Forza botulino cercano di stringere alleanze con quella stessa Lega in vista delle elezioni regionali a cavallo tra autunno e prossima primavera.

E il partito Mediaset è in prima fila negli attacchi contro quello che vorrebbero come alleato.
Lo si è visto, ad esempio, con la vicenda della chiusura dei porti, con Tajani che si è contraddistinto per la battaglia contro la posizione del governo italiano.
Non basta che Berlusconi abbia imposto di votare a favore di Orban e dell’Ungheria. Perché poi tutto finisce lì, almeno sino al voto di primavera. A quel punto si potrà valutare il cambiamento del clima politico in Europa.

Va però sottolineata la difficoltà dei sovranisti-populisti di far sistema. Orban fa parte del Ppe e contro di lui hanno votato anche gli austriaci che fanno parte del Ppe e che in Austria governano insieme alla destra. I populisti procedono in ordine sparso, ciascuno attento ai propri interessi immediati, nell’incapacità di comprendere che gli accordi sarebbero indispensabili per avere maggior potere contrattuale nei confronti degli euroburocrati al servizio degli speculatori.

E gli errori si pagano. Ieri è toccato ad Orban, la prossima volta potrebbe toccare a Salvini, all’Austria, alla Repubblica Ceca. Ciascun per sè è una fregatura per tutti.