“E non c’è desiderio per la morte?”

“No, nessun desiderio che non possa essere placato da un breve sonno o da un cambiamento di idee o dal semplice passare del tempo.”

Evelyn Waugh- Racconti

 

L’aria nella faccia. Come quella volta sulla spiaggia quando papà Fred mi spingeva sull’altalena e mi sembrava di toccare il cielo ed ero più in alto di tutti gli altri bambini. Un momento di felicità.

L’aria nella faccia. Come quando a febbraio sciavo con gli amici e ci buttavamo giù “ a uovo “ per le discese e all’imbrunire andavamo nello chalet  di Sofia. La sua mamma era lì ad aspettarci e ci offriva la cioccolata calda con i biscotti e l’ambiente era caldo , non solo per il fuoco del camino .

L’aria nella faccia. Quella che mi accarezzava il viso sporgendomi dal finestrino sola in fondo al pullman, mentre guardavo la campagna e annusavo i suoi profumi, il marzo scorso, di ritorno da una gita scolastica. E sentivo i miei compagni ridere in un gruppetto alcune poltrone più avanti, poi tutti insieme mi fissarono e uno lanciò una battuta :

“Lidia è come Roma, c’ha due papi!”

“Buona questa!”

E tutti in coro: “E’ come Roma, c’ha due papi!”

Pochi secondi ancora, mi rifugiai nei frammenti di miei ricordi e pensai a quella volta, a tredici anni, nella mia cameretta,  quando  Angela, la colf appena assunta, mi sorprese a provarmi un vestito, il primo che mi ero comprato da sola, di nascosto. E mi aiutò ad indossarlo, a consigliarmi i giusti accostamenti, a spiegarmi che cosa era il trucco e come si faceva ad essere più belle.

Io tornavo da scuola e non vedevo l’ora di raccontarle qualcosa. Si era creata una spontanea ed innocente complicità tra donne e quando loro capirono la mandarono via.

Ma io volevo una mamma. Perché da qualche parte nel mondo, in questa porca e schifosa terra, ci doveva pur essere una madre che mi aveva fatto nascere!

Anch’io avevo il diritto di avere una mamma, perché mi è stato negato?

D’improvviso mi trovai davanti un muro d’asfalto , sempre più vicino, sempre più grande.

“Ho paura…non voglio morire…non v…”