“John, ancora una notte così io non ce la faccio a sopportarla !”

“Nemmeno con i cartoni nuovi e le coperte in più ?”

“Fa troppo freddo, troviamo un’altra sistemazione.”

“Ma in questo colonnato non tira vento, ci sono dei negozi vicini, qualcuno ogni tanto ci dà qualcosa, Pedro.”

“John ho saputo che esiste un regno a qualche ora di cammino da qui, circondato da alte mura, dove ci sono bellissimi palazzi quasi disabitati, colmi di ogni ricchezza!”

“Davvero Pedro ?”

“Sì, vi regna un monarca assoluto circondato dall’esercito meglio addestrato al mondo.”

“Un monarca assoluto ? Quindi senza opposizioni al suo interno ?”

“No, nessun giornale, niente gli è contro.”

“Beh, magari però ci sarà una regina buona, vicina al suo popolo, che sappia sorridere.”

“No, nessuna regina, in quel regno le donne servono, ubbidiscono e tacciono.”

“E allora perché ci vuoi andare, Pedro?”

“Perché te l’ho detto, il freddo mi entra sempre più nelle ossa, e sogno un posto al caldo.”

Quella mattina John e Pedro, camminarono per ore, trascinando i loro sacchetti di plastica, con dentro i loro miseri averi e raggiunsero le alte, impenetrabili mura del regno fantastico.

“Vedi Pedro, le porte di entrata sono presidiate da soldati con i mitra, ce li hanno da poco, ma di lì non si può passare.”

“E queste mura sono altissime, non si possono scalare.”

“Facciamo una cosa, tentiamo. Noi per tutti siamo come invisibili, dovunque siamo nessuno ci guarda. Proviamo ad infiltrarci tra i furgoni che portano la merce all’interno delle mura; una volta dentro ci nasconderemo in qualche angolo poco in vista e la notte andremo a dormire in qualche palazzo. Magari la mattina chiederemo di essere considerati dei rifugiati e di avere asilo in quel regno.”

Così fecero John e Pedro, come fantasmi si infiltrarono tra i giardinieri, i macellai ed i tanti altri fornitori che servivano all’interno del regno ed attesero la notte, ben nascosti in un anfratto tra alte colonne.

Quando furono certi che non c’era più nessuno ed era calata la notte, iniziarono a camminare lungo corridoi pieni di ogni ricchezza, attraversarono sale dove giacevano oggetti d’oro tempestati di pietre preziose, in un silenzio totale. Alle pareti arazzi e quadri con ritratti severi di precedenti inquilini che mettevano soggezione. Passarono da un palazzo all’altro finché trovarono un ampio salone tranquillo, illuminato solo dalla luce della luna piena, che filtrava da grandi finestre. Sul pavimento un enorme tappeto persiano, comodo, morbido li indusse a scegliere quel punto dove dormire per la notte. Ed in effetti ronfarono per ore, al caldo, nel silenzio ; nessuna sirena, nessuna folata di vento, nessun ubriaco a tormentarli.

Al mattino furono improvvisamente svegliati dalla presenza di alcuni uomini vestiti in modo bizzarro, con delle divise a strisce blu ed arancioni; saranno stati anche buffi ma quando sentirono che la punta di un’alabarda premeva sul loro collo, John e Pedro persero ogni senso dell’umorismo. Questi militi parlavano tra loro in tedesco ed erano molto seri e severi. Li presero e li trascinarono via con la forza, ed in men che non si dica i due si trovarono in via di Porta Angelica, fuori dalle mura.

John e Pedro ripresero a camminare per le strade della città, consolandosi nel vedere i grandi cumuli di rifiuti ad ogni angolo, qualcosa di buono e di utile si sarebbe riuscito a trovare.