Scuola media Roberto Saviano, in un anno imprecisato di un lontano futuro, dove insegna una giovane professoressa.

“Cari ragazzi, oggi faremo lezione di storia. Vi parlerò dell’inquietante periodo della dittatura Salvini.

L’inizio della tirannia coincise con le deportazioni di massa di migliaia di migranti che furono costretti a tornare a casa loro. Imbarcati su centinaia di voli rividero forzatamente la loro patria. I nomi Tunisair, Air Nigeria, Royal Air Maroc, risuonano lugubri nella memoria collettiva. L’accoglienza dei loro familiari fu devastante, senza rispetto per la loro sorte ; c’era chi diceva loro, dopo uno schiaffo in pieno viso :” Con che coraggio ti fai rivedere, dopo che ci hai fregato tutti i soldi per andare in Europa !” oppure :” Con che faccia ti presenti dopo avermi mollato con tre figli !”.

Ma se triste era la sorte dei migranti, per la cultura nazionale suonarono le campane a morto. Le famigerate “felpe blu”, le milizie volontarie del regime, organizzarono raid contro gli intellettuali più rappresentativi, oggi padri della nostra rinata democrazia. I libri di Saviano furono sequestrati da tutti i supermercati ed autogrill d’Italia e bruciati in roghi che illuminarono a giorno le nostre città; il fumo fu così intenso che interi rioni ebbero l’aria irrespirabile. Le felpe blu si scagliarono anche contro Andrea Cammilleri, svelando sul web tutti i finali dei suoi gialli, mortificando la lettura dei suoi capolavori. Fu Mediaset ad impietosirsi della sorte della cultura della sinistra illuminata, e Piersilvio Berlusconi affidò a Matteo Renzi la conduzione su Focus Tv di un programma di documentari. Di notte, per la paura di essere visti, migliaia di dissidenti si sintonizzavano su Focus Tv per apprendere ciò che il regime negava.

Salvini stabilì inoltre che tutti i dissidenti dovessero essere denunciati al popolo, riconosciuti da un braccialetto elettronico ; ma per umiliarli ancora di più decise che tale dispositivo fosse sostituito con un Rolex d’oro da cui non potevano staccarsi mai. L’umiliazione fu cocente, il vaso era colmo.

Gruppi di oppositori decisero di riunirsi , di creare delle vere roccaforti di resistenza umana, per organizzare la riscossa futura. Nacquero così le ridotte di Cortina, Capalbio e Capri a sud, dove questi uomini indomiti si preparavano con grande sacrificio a vivere un’ideale traversata del deserto in vista di una rinascita democratica. Non vollero con sé nemmeno un immigrato per evitare che altri poveretti venissero coinvolti nella loro vita di stenti.

Il dittatore leghista per sfiancarli mise perfino i dazi sullo champagne e sul caviale, imitando rozzamente il suo compare Trump. I salotti radical chic subirono un colpo da cui faticarono a riprendersi.

Intanto il regime continuava la sua campagna di indottrinamento mediatico. Salvini si fece ritrarre mentre nuotava in una piscina confiscata alla mafia. I treni arrivavano immancabilmente in orario : Italo e il Frecciablu spaccavano sempre il minuto.

Il dittatore inaugurò” la Battaglia del Grano”, con l’aiuto del suo losco compare Di Maio. Furono aboliti i vitalizi e le pensioni d’oro. Molti padri della democrazia, molti servitori della vecchia Costituzione ne soffrirono . Con grande decoro si adeguarono alla nuova situazione di austerità. Il compagno Giuliano Amato, anziano e illuminato politico, vero democratico ,protagonista di tante battaglie, fu visto al Circolo del tennis indossare le braghette della Decathlon, in vendita scontate a metà prezzo.

Fu poi la volta della celebrazione del “Giorno dell’oro alla Patria”. Davanti all’Altare della Patria , in piazza Venezia, con un triste accostamento, migliaia di Rom, furono costretti a sfilare per (ri)dare l’oro, ma anche l’argento ed il rame, alla nuova Italia, minacciata dallo spread delle demoplutocrazie. I Rom furono umiliati anche dalle recenti schedature, muniti tutti di codice fiscale e perfino di Iban, per chi aveva un conto in banca.

Agli uomini musulmani fu vietato di avere più mogli, alle donne di portare il burqa, con il più totale disprezzo per la cultura islamica. Alle donne africane fu imposto di denunciare chi le costringeva alla pratica della infibulazione, il razzismo sprezzante verso le tradizioni dei popoli africani, diveniva ogni giorno più imperioso”.

“Prof, ma i miei genitori dicono che si stava bene, meglio di oggi !” interruppe un ragazzino dai primi banchi.

“Taci Giovanni, tu evidentemente hai dei genitori fascisti e razzisti ! Ti do quattro in storia per la tua intemperanza !”

“Prof, anche i miei genitori parlano bene di quel periodo !” intervenne un altro ragazzino.

“Taci anche tu Ahmed, i tuoi sono dei vili collaborazionisti populisti !”

“Prof, le se la prende con me perché sono piccolo e nero …”

“ E pure frocio !” sibilò perfida la professoressa dalla maglietta rossa.