La sempre più inutile Debora Serracchiani, purtroppo governatrice del Friuli Venezia Giulia, non vuole sentir parlare d’invasione. Nonostante la pressione che sale dai Balcani, a parer suo la regione è pronta a “lavorare per l’integrazione, per conoscerci, esattamente come hanno fatto prima di noi i migranti italiani quando andavano al di là del mare“.

Nell’attesa che qualcuno spieghi alla signora alcuni passaggi storici sull’immigrazione italiana — fenomeno lungo, tragico ma decisamente differente dalla catastrofe in corso — L’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, ha fatto i conti. Tra il 2015 e il 2016 sono in arrivo in Europa 1,4 milioni . In un documento l’agenzia prevede fino a «700mila persone in cerca di sicurezza e di protezione internazionale in Europa nel 2015»; e per il 2016 «dati simili, anche se ci potrebbe essere un numero maggiore di arrivi rispetto a quest’anno».
Le stime per quest’anno sono state riviste al rialzo di 350mila migranti rispetto ai valori iniziali, precisa lo “Special Mediterranean Initiative June 2015-December 2016”.  Di fronte a misure di controllo alle frontiere sempre più restrittive nelle regioni di transito, molti «cadono preda di trafficanti».

L’Unhcr evidenzia la crescita enorme degli arrivi via mare: 520.957 dal primo gennaio al 28 settembre, oltre il doppio rispetto allo scorso anno. Nei Balcani la situazione continua a peggiorare. In Grecia in questo periodo sono giunte 387.520 persone dalla Turchia, mentre in Italia – sbarcando al Sud – sono arrivate 131mila persone. Le masse si spostano dalla Turchia, attraverso Grecia, Macedonia e Serbia, ma anche attraverso altri percorsi che includono la rotta via mare dalla Grecia attraverso l’Albania e il Montenegro e dal Montenegro in barca verso la Croazia.