“Tito, un uomo come noi. Lo abbiamo avuto padre nelle disgrazie per lui abbracciavamo i popoli come fratelli anche nell’ombra della solitudine. Domani i posteri forse ci invidieranno la nostra presenza con Tito”. Dipende dai posteri, viene da dire, leggendo con una punta di ribrezzo un passaggio de ‘La nostra fame d’amore’, ode al dittatore comunista jugoslavo pubblicata nel 1975 da Giacomo Scotti, storico e poeta. Già, i posteri: forse quelli allevati in qualche centro sociale o pensatoio vetero comunista. Se così fosse ci sarebbe da rallegrarsi o da compatire. Il punto è che le parole e le idee di Scotti, per il tramite del volume negazionista ‘Dossier Foibe’, sono destinati in gentile omaggio agli studenti degli istituti superiori pistoiesi su iniziativa del sindaco della cittadina toscana, Renzo Berti.

“E’ una vergognosa modalità di negazione di un fatto storico accertato”, afferma in una nota il senatore Achille Totaro, che presenterà un’interrogazione parlamentare sull’episodio.

“Le atrocità delle foibe, la morte e l’esodo di centinaia di migliaia di uomini massacrati e costretti ad abbandonare le proprie terre solo perché Italiani – dice ancora Totaro – vengono negati per biechi fini ideologici e politici e si maschera la realtà ricordando gli ‘eccidi le cui vittime furono le popolazioni civili e i partigiani, e a compierli furono tedeschi e fascisti, da nessuno finora incriminati per questo’. Questo accadimento – aggiunge il senatore del Pdl – è sconcertante e offende la memoria degli italiani uccisi e il dolore dei sopravvissuti”.

“Le foibe – conclude Totaro – non sono una ‘invenzione fascista’, come vorrebbe farci credere il sedicente storico, ma una pagina atroce della nostra storia ed è gravissimo il fatto che un sindaco diffonda tra i giovani un libro che mistifica la storia e che l’evento sia pubblicizzato sul sito internet della Provincia”.