Caracollando dentro l’universo mediatico, cartaceo e televisivo, il fenomeno attuale più tragicamente incombente sarebbe la rinascita di fascismo e nazismo. Ammesso e per nulla concesso che ciò sia vero, quello che un cittadino di “sani principi democratici” (dunque, per mia fantastica fortuna, non io) suppongo amerebbe leggere sarebbero analisi stringenti e sincere sul fallimento TOTALE delle società che le democrazie liberali avevano promesso – dopo il 1945 – di creare e che non hanno minimamente saputo creare e tanto meno mantenere vive.


Analisi dove non si vada alla ricerca di “uomini neri”, ma del perché costoro si manifestino. Da storico, vedo un fantastico parallelismo con gli anni Venti e Trenta del Novecento, dove – pur ballando sul “Titanic” – i passeggeri di prima classe non parevano preoccuparsi affatto della condizioni di quelli di seconda e terza classe, i quali, visto che erano destinati ad affogare prima, si preoccupavano un minimo della loro sorte infelice e – se possibile – cercavano di sottrarsi a morte certa, magari andando alla ricerca di soluzioni in sé sbagliate, ma che risultavano di sopravvivenza immediata, per essi.


Per contro, partono come sempre – con grande trionfo di ottoni e di fiati – le “analisi” sulle “malattie morali”, quasi che diventare poveri dopo aver assaggiato una limitata frangia di benessere possa essere equiparato a una “decrescita felice”. Dopo tutto, sentire o leggere analisi serie sarebbe più interessante che leggere geremiadi propagandistiche, tipiche di potenziali vincitori, non di soggetti ormai lambiti anch’essi dall’acqua che ha già sommerso i ponti di terza e seconda classe. Nulla di tutto questo finirà bene, credo sia opportuno saperlo. Certo le vie di scampo sono superiori e più facili, se si è più ricchi, ma non basteranno per tutti…