Le religioni presumono di custodire verità rivelate. Le ideologie pretendono di affermare verità dimostrate. Le une e le altre si propongono, dunque, come assolute e puntano a conformare la realtà sociale, il sistema, ai propri principi e modelli. Sono estreme e radicali, cioè, secondo la vulgata odierna, “fondamentaliste”.

Il fondamentalismo religioso, però, non genera necessariamente violenza fisica, guerra, terrorismo. Perché le religioni fanno riferimento ad un ente ontologico, metafisico, che detta regole di condotta e di vita includenti sempre, certamente le religioni del libro, carità e pace.
Il fondamentalismo ideologico, invece, si richiama alla ragione ed alla scienza, in funzione dell’utilità e del piacere, propiziando la competizione ed il conflitto fra i singoli, i gruppi, i popoli, gli Stati: “homo homini lupus”.
Il fondamentalismo religioso non comporta per se’ terrorismo, se non psicologico, spirituale, per i credenti: la maledizione divina, il castigo, la perdita del Paradiso, l’Inferno.
E’ l’aspirazione ai beni materiali, alla ricchezza, al piacere che determina la rivalità fra gli individui, la lotta di classe, lo scontro fra popoli e Stati, la guerra e il terrorismo.
Le cosiddette guerre di religione, l’Inquisizione, l’integralismo wahabita e salafita sono dissimulazioni di contrasti economici e politici: le strumentalizzazioni del combinato disposto di credulità ed ignoranza delle masse. Si uccide in nome di Dio, ma nell’interesse dell’uomo.
La causa e l’obiettivo sono politici, l’ambizione di conquistare e controllare le risorse della terra, di dominare la scena internazionale, di gestire il potere.
E’ una lotta per il dominio, in cui l’Occidente e l’Europa soccomberanno, se non sapranno recuperare la propria identità, che si è costituita nei secoli di spiritualità, d’intuizione religiosa della vita e del mondo, di valori etici ed estetici, di diritto, di bellezza, di solidarietà.
Un’identità attrattiva per tutta l’umanità , per tutte le genti e le religioni del libro, ebrei, cristiani e musulmani. Un’identità per cui valga la pena di vivere, combattere, e finanche morire. Ciò che nessuno è disposto a fare per la finanza e le banche, italiane o europee o mondiali che siano.