Dell’ingloriosa fine del Governo italiano nel 1943 e del cambio di alleanze a guerra in corso tutti ricordano le date simbolo.Otto settembre: giorno in cui gli angloamericani diedero notizia dell’Armistizio firmato in gran segreto dagli emissari di Badoglio a Cassibile pochi giorni prima, e 25 luglio: con la drammatica seduta notturna del Gran Consiglio del Fascismo che sfiduciò Mussolini aprendo la porta a tutti gli avvenimenti successivi. Tuttavia esiste un’altra data, che precede queste prime due, sottaciuta dalla cronologia ufficiale di quegli eventi, altrettanto però significativa ed è quella dell’11 giugno 1943 con la resa di Pantelleria.Un fatto bellico studiato persino nei manuali di guerra per la sua unicità: la resa di una strategica e munitissima base militare ad opera solo di un bombardamento aereo che, per quanto distruttivo sugli obiettivi civili, aveva lasciato praticamente quasi intatte le sue strutture militari sotterranee tra cui un aeroporto…

Di tradimento ne parlò anche Antonio Trizzino nel suo libro ‘Navi e poltrone’ che per questo venne processato ma poi assolto. A Pantelleria si trattò, comunque, secondo alcuni, di una prova generale, una sorta di dimostrazione di ‘buona volontà’ da parte dei Savoja, per quel rovesciamento delle alleanze che seguì poche settimane dopo. Memori di questo precedente storico è quindi giusto datare l’apertura della crisi del Governo italiano al 16 luglio, data in cui una eterogenea accozzaglia di parlamentari europei provenienti dall’Italia ha permesso l’elezione a presidente della Commissione UE la tedesca Ursula von der Leyen  fedelissima di Angela Merkel. 

Grazie al voto dei rappresentanti 5Stelle, pure rivendicato in una nota ufficiale: “…Senza i nostri voti, determinanti, oggi saremmo davanti a una crisi istituzionale senza precedenti in Europa” – si legge in una nota della delegazione 5 Stelle al Parlamento europeo – “siamo stati l’ago della bilancia…” è stata  possibile, mischiando i voti dei 5Stelle a quelli del PD e di Forza Italia, l’elezione de candidato appoggiato anche da Macron.

Solo fantasie? Parrebbe di no vista la ‘riapparizione’ del mefitico ‘Mortadella’, Romano Prodi, scoria tossica di cui pensavamo di esserci liberati da tempo, che, ringalluzzito dalla prospettiva di tornare in gioco, ipotizza proprio per il prossimo Governo una grande coalizione in stile di quella che ha portato alla elezione di Ursula alla UE.

La presa di posizione di Salvini nella giornata di giovedì 8 agosto, quando ha dichiarato che ormai la spaccatura nel Governo era troppo grande, prendendo come pretesto il voto sulla TAV, ma dopo l’approvazione del nuovo DDL Sicurezza, invitando il premier Conte a dimettersi, quindi va retrodatata di quasi un mese. Per quanto fosse in atto da tempo – oltretutto –  una ‘guerra di logoramento’ tutta interna alla coalizione Giallo-Verde nelle reazioni pubbliche dei politici presi in contropiede, seguite alla presa di posizione di Salvini sul prosieguo di vita del Governo, si legge soprattutto disorientamento.

Attanagliati dal concreto terrore di un drammatico ridimensionamento in caso di ritorno alle urne troviamo soprattutto i 5Stelle, in perdita di consensi già ben prima della débâcle delle Europee.

Anche a Forza Italia – plasmata dall’ottuagenario padre/padrone a sua immagine e (appannata) somiglianza – si respira un’aria di disfatta annunciata, mentre anche il PD annaspa sull’onda delle rivelazioni sulle complicità nello scandalo dei bimbi sottratti alle famiglie a Bibbiano (che ogni giorno scopriamo essere una pratica drammaticamente diffusa), il laboratorio LGBT favorito e protetto dai Dem, vera punta di lancia volta a colpire la famiglia tradizionale tanto invisa a Monica Cirinnà.

Naturalmente bisogna considerare l’ambiguo ruolo che potrà assumere Sergio Mattarella, il presidente italiano che fa il garante dei desiderata UE e che attende pazientemente in silenzio il momento più favorevole per scendere in campo. Ad aumentare la confusione: la consueta litigiosità del PD (sull’orlo dell’ennesima scissione), con Renzi e Franceschini ora favorevoli a un accordo con Di Maio e compagnia briscola mentre Zingaretti con Calenda sono fortemente contrari.

Nel mezzo troviamo Antonio Conte e la compagine Grilliota (tra cui l’emetica min(e)stra Trenta) pronti a tutto – pur di mettere in difficoltà Salvini – persino a spingersi a favoreggiare il traffico di clandestini contro le leggi italiane (primo tra tutti il DDL Sicurezza appena approvato) e addirittura il volere della stragrande maggioranza degli italiani. A questo punto è lecito pensare che il leader della Lega abbia solo voluto far uscire allo scoperto il ‘Richelieu del Tavoliere’, il Primo Ministro italiano che rassicurava amichevolmente la Merkel sul proprio operato (come dimostra il suo labiale carpito da un video) per fargli gettare la maschera.

Anche se così non fosse, una volta di più, con l’invio di una scorta militare per gli scafisti, deciso dalla Trenta, i 5Stelle hanno compiuto l’ennesimo suicidio politico ai danni degli italiani.Del resto che altro aspettarsi da parte di gente scesa in politica perché ispirata da un comico come Beppe Grillo (che pare fosse pure a bordo del ‘Britannia’ nel 1992), col mito dello strumento della ‘democrazia diretta’ (la ‘piattaforma Rousseau’) che in realtà è tenuto saldamente in mano da un’impresa privata (la ‘Casaleggio e associati’) che finanziava gli orchi di Hansel & Gretel, che per anni ha ignorato denunce sulla sottrazione di minori alle famiglie (il Garante per l’infanzia dal 2011  al 2016 era proprio un Grillino) se non che tutto finisse in farsa.

Peccato solo che le sorti dell’Italia siano in pericolo e che in questo momento non ci sia niente da ridere. Per questo auguriamo a Salvini di avere successo, nonostante le cassandre che paventano l’aumento dell’IVA (deciso da Monti nel 2011) o il tuonare dei cannoni dello spread: ottenere elezioni per liberarsi della zavorra Grilliota, eleggere un nuovo Parlamento che rispecchi fedelmente i sentimenti del Paese e vada a scegliere senza condizionamenti il prossimo Presidente della Repubblica.