Dopo la finta autocritica di Juncker, probabilmente dovuta a una improvvida giornata di forzata astinenza etilica del soggetto, mi è venuto in mente il commento di Pirro, re dell’Epiro, dopo la sua onerosa vittoria sui Romani ad Eraclea (280 avanti Cristo): “Ancora una vittoria così e non avrò più soldati“.        

In effetti, le “vittorie perdute”  (Verlorene Siege, per chi coglie la sottile citazione…) dell’Euro – tanto sbandierate da una burocrazia europea con superstipendi esentasse – sono assai simili alle vittorie di Pirro, con noi europei nella parte dei suoi soldati, economicamente morti, o moribondi o morituri.        

Accreditate fonti statunitensi parlano ormai di un “disastro dell’euro” peggiore della “Grande Depressione” degli anni Trenta, ma qui da noi resta obbligatorio dire e scrivere che viviamo nel “migliore dei mondi possibile”, che il cibo è “ottimo e abbondante” e che è vero che alcuni Paesi sono morti (come Grecia e Italia e qualche altro), ma il tutto è avvenuto per la grandezza della Germania e della burocrazia di Bruxelles che la serve passivamente. Gli alleati del grande popolo germanico e dei suoi leccapiedi, come sempre, hanno trovato una loro Cefalonia, o qualcosa di simile… Ma è quello che meritavano i deboli…        

Almeno formalmente, però, non ci sono più guerre (o quasi) e morire per una moneta fasulla, di disoccupazione, fame e stenti, fa molto meno male e molto meno scena di morire per un proiettile. E l’immagine è salva.