Il termine «complottismo» è ormai diventato una clava con cui le oligarchie mediatiche tentano di squalificare e ridicolizzare il pensiero non allineato. Eppure, se un Grande Complotto non esiste, invece i complotti esistono eccome. È partendo da questa premessa che il Primato Nazionale analizza il tema delle cospirazioni, ossia senza ossessioni, ma anche senza pregiudizi. Insomma, si tratta di essere «né ingenui, né paranoici», come sottolinea il direttore Adriano Scianca. Il quale, inoltre, specifica che «smontare il discorso cospirazionista è fondamentale non certo per mettere al sicuro il potere, quanto per poterlo attaccare meglio, con armi più appuntite e con argomenti che gli facciano veramente male».

Il focus, pertanto, analizza sia tutti gli equivoci che circondano la contrapposizione complottismo/anticomplottismo (Scianca), sia le strategie utilizzate dai media mainstream per derubricare a cospirazionismo tutte quelle teorie non conformi che rifiutano le versioni ufficiali (e interessate) del potere (Perucchietti). Non mancano poi approfondimenti sul cosiddetto «Piano Kalergi» (Benedetti), sui servizi segreti (Salsedo) e sulle teorie del complotto così come sono state recepite nel nostro immaginario attraverso la cultura pop (Adinolfi). Per il resto, anche in questo numero il Primato Nazionale offre un’ampia gamma di contenuti, da un’inchiesta di Francesca Totolo agli articoli di Maurizio Murelli, Diego Fusaro, Marco Valle, Mario Vattani, Alessandro Meluzzi. E ancora, il fumetto di Ferrogallico su Giovanni Delle Bande Nere, le numerose rubriche e un’interessante intervista a Marcello Veneziani.