Una «cupola degli appalti» trasversale, un comitato di “larghe intese” avrebbe gestito e controllato il sistema dei lavori pubblici in Lombardia arrivando a condizionare alcune delle opere di Expo 2015. All’alba, gli uomini della guardia di finanza  hanno arrestato il direttore acquisti e pianificazione di Expo 2015 Spa, Angelo Paris, l’ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, l’ex segretario amministrativo della Dc milanese, Gianstefano Frigerio (anche lui ex Forza Italia), l’ex segretario dell’Udc ligure Sergio Cattozzo, l’imprenditore Enrico Maltauro e Primo Greganti, il «compagno G» di Tangentopoli, l’uomo di fiducia del vecchio PCI e, da tempo, referente “ombra” della corrente DS all’interno del Partito Democratico.  Agli arresti domiciliari e’ finito invece Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture lombarde, gia’ coinvolto in un’altra inchiesta. Numerosi e pesanti i reati ipotizzati: associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, nonché rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

 

In un’affollata conferenza stampa gli inquirenti hanno illustrato l’operazione. Secondo loro l’associazione per delinquere ruotava attorno alle figure di Frigerio, Greganti e Grillo, terminali “sicuri” dei rispettivi referenti politici con il mondo imprenditoriale lombardo e non solo. L’indagine, nata da una costola dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia, e’ però molto piu’ ampia. Per il momento gli indagati sarebbero per il momento una ventina, ma sono attesi altri provvedimenti.
Le intercettazioni hanno svelato i contatti degli arrestati con esponenti politici di numerosi partiti.  Gli incontri durante i quali venivano pagate le tangenti avvenivano nella sede del circolo Tommaso Moro (un nome nobile per coprire affari ignobili….) , un’associazione di Frigerio e’ presidente. Qui sono stati ripresi gli incontri con imprenditori, funzionari pubblici, politici ed ex politici, e soprattutto il passaggio di denaro tra Maltauro e uno degli indagati.
Le opere dell’Expo coinvolte nelle indagini sono quelle relative agli appalti sulle Vie d’acqua (aggiudicato da Maltauro), ai parcheggi e al progetto Architettura di servizio (aree di ristorazione, spazi commerciali e servizi aggiudicati da Maltauro e dalla cooperativa Cefla di Imola). In quest’ultima gara sarebbe stata consumata, sempre secondo la procura, la turbativa d’asta. Nell’inchiesta figura, tra gli altri, anche il progetto della Citta’ della salute a Sesto San Giovanni, lo storico feudo rosso alle porte di Milano.

Centrale nella vicenda il ruolo del compagno Greganti. Il “fedelissimo” teneva i rapporti con il mondo delle cooperative rosse e  fungeva da garante per gli appalti. Proprio il coinvolgimento di Frigerio e Greganti, personaggi gia’ finiti in carcere 20 anni fa durante la stagione di Tangentopoli, impone all’indagine  con un’impronta particolare, inquietante. Vent’anni dopo Mani Pulite, nulla sembra cambiato.