Mettiamo ordine nel disordine del centrodestra in vista delle elezioni comunali a Roma. Primo. Il centrodestra unito propone di candidare a sindaco Giorgia Meloni.
Secondo. Giorgia Meloni recalcitra, dicendo di considerare la propria candidatura una extrema ratio, se proprio non c’è nessun altro.
Terzo. Berlusconi, Salvini e Meloni indicano allora all’unanimità Bertolaso.
Quarto. Salvini capisce in ritardo che Bertolaso non c’è la può fare, nemmeno ad arrivare al ballottaggio e fa marcia indietro.
Quinto la Meloni segue. Anzi esegue, candidandosi, anche contro Bertolaso.
Sesto. Il centro-destra in rissa ha già perso, Berlusconi ha già vinto.
I casi sono due: o la Meloni e Salvini non hanno capito che Berlusconi e’ il Verdini di rincalzo, e allora sono tonti; o lo hanno capito e allora sono complici.
La intera Famiglia Berlusconi e il fido Confalonieri puntano su Renzi, il male minore per loro: dunque a Roma sminuzzare il centrodestra, consentire al PD di arrivare al ballottaggio contro i Cinquestelle, proporlo di votarlo pur turandosi il naso; dunque a Milano candidare Parisi, che a priori rifiuta i voti della destra, si dichiara più a sinistra di Sala e, nel caso vincesse, non è per Renzi meno affidabile, anzi Sala e’ condizionato dalle sinistre anti renziane, Parisi no.
Non a caso Sala ha votato al referendum, Parisi no.
Fatto e’ che in Forza Italia, forse anche in FdI, si spera e si punta su un partito di Renzi, emendato dalle sinistre dissidenti, rimpolpato da consenzienti componenti di destra: insomma una sorta di nuova D.C., che sta a sinistra ma guarda al centro, centro destra compreso.
Non è più tempo di crociate, nemmeno contro i terroristi islamici. E’ l’ultima crociera per ciurme disoccupate. Ma, poi, la nave va?