Ekrem Imamoglu ha vinto per la seconda volta le elezioni a sindaco di Istanbul, battendo Binali Yildirim, esponente del partito di governo conservatore e di ispirazione islamica. Imamoglu ha ottenuto il 54,21 per cento (4.741.868 voti) contro il 44,99% di Yildirim (3.935.453 voti). Il voto è stato una replica di quello del 31 marzo, già vinto per un stretto margine da Imamoglu, annullato poi dalla Commissione elettorale su richiesta del partito di governo di Erdogan.

Per la Turchia è stata una notte di festeggiamenti: caroselli di auto e sit-in spontanei, tra fumogeni da stadio, canti e balli sono proseguiti per ore in molte zone della megalopoli, in particolare nelle roccaforti dell’opposizione di Besiktas e Kadikoy, dove il neo sindaco ha vinto con percentuali sopra l’80%. Imamoglu ha invece celebrato il successo a Beylikduzu, la municipalità nella parte europea di Istanbul, dove decine di migliaia di persone si sono radunate nella piazza principale per accogliere il suo ritorno a casa da sindaco. “Oggi ha vinto la democrazia, ha detto Imamoglu nel suo primo discorso dopo la chiusura delle urne, hanno vinto i 16 milioni di abitanti di Istanbul. Oggi abbiamo chiuso una vecchia pagina e ne abbiamo aperto una nuova. Lavorerò senza escludere nessuno”. L’ora della democrazia, ha sottolineato, rivendicando la vittoria e ringraziando anche gli elettori degli altri partiti, si era purtroppo interrotta il 31 marzo, ma adesso è ripartita”.

Imamoglu, quarantanove anni, è il volto della generazione più giovane del Partito repubblicano del popolo, la forza di opposizione a Erdogan. Nato nel 1970 a Trebisonda, nella Turchia nordorientale,  ha studiato business administration all’Università di Istanbul, ha poi completato un master in management. Prima ha lavorato nell’impresa di costruzioni di famiglia, poi è entrato in politica a livello locale, nel Chp, il Cumhuriyet Halk Partisi, il Partito popolare repubblicano, la forza politica più antica della Turchia, erede diretta di Mustafa Kemal Atatürk, primo presidente della moderna repubblica. Nel 2014 Imamoglu è stato eletto presidente del consiglio del distretto di Beylikduzu. Il suo slogan è “Tutto andrà bene”; battendo a Istanbul Binali Yildirim, fedelissimo di Erdogan, Ekrem è riuscito a ridare speranza alla Turchia ormai stanca del sultano. Berk Esen, docente all’Università di Bilkent ad Ankara, ha sottolineato che “se Imamoglu riuscirà bene come sindaco, il Chp potrebbe aumentare la sua base elettorale nella città più popolosa della Turchia e nel Paese, emergendo come una figura di spessore nazionale’”.

La sua forza è stata quella di riuscire a emergere come un candidato al tempo stesso rassicurante e innovativo. Il partito di Imamoglu — ufficialmente lui si dichiara  musulmano praticante…  è un movimento fortemente laico. In queste elezioni è stato sostenuto dal partito nazionalista Iyi e da quello filocurdo Hdp, riuscendo a mettere insieme forze politiche diverse, in una sintesi che gli ha consentito di vincere.

La sua vittoria a Istanbul non è soltanto importante per il governo della metropoli turca, ma anche perché pone fine al mito dell’invincibilità elettorale del partito di Erdogan, l’Akp.
L’antica capitale bizantina e ottomana è sempre stata un feudo di Erdogan, che ne era stato sindaco dal 1994 al 1998, e servì all’attuale presidente turco come trampolino di lancio nella politica nazionale. Oggi ricoprire il ruolo di sindaco del cuore economico e culturale della Turchia, nonché della città più popolosa del paese, permetterà a Imamoglu di misurare le sue ambizioni politiche. Potrebbe essere lui a sfidare Erdogan nelle elezioni presidenziali del 2023.