Lo scorso 2 febbraio ricevo, come tanti immagino, un messaggio WhatsApp  che mi informa che quel giorno rappresenta una data palindroma e che l’avvenimento non capitava da oltre 900 anni e che succede  366 volte ogni diecimila anni Il 02.02.2020 si puo’ leggere da sinistra a destra e da destra a sinistra, è una curiosità divertente. Replico che anche il 10.02.2001 era una data palindroma e cosi’ sarà il 03.02.2030 ed il 12.12.2121 e non mi sembra che in questi casi siano trascorsi novecento anni; insomma ci sono messaggi che sembra calino verità inconfutabili dall’alto ma basterebbe un minimo di riflessione per confutarli.

Un’importante epidemia influenzale sta colpendo in questi giorni l’Europa e purtroppo anche la nostra penisola : cinque milioni e 632mila casi in Italia con una mortalità di circa 300 decessi. La dottoressa Susanna Esposito, presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie infettive e professore ordinario di Pediatria all’Università di Parma ribadisce che ogni anno in Italia circa 8000 persone muoiono per le complicanze dell’influenza. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco sono da 4000 a 10000 le morti “indirette” dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari , legate all’influenza. Per quanto riguarda il coronavirus la mortalità non raggiunge il 3% e la valutazione è per difetto in quanto in Cina è molto difficile quantificare il numero dei malati a cui si aggiungono i contagiati senza comparsa di sintomi. Sono poco più di mille  i decessi e circa 44000 i contagi per coronavirus confermati in laboratorio ed il dato è inevitabilmente destinato ad aumentare ma la mortalità è ben lontana dalla Sars che raggiunse un tasso del  9,6% , per non parlare del virus Ebola che deve i suoi limiti proprio alla sua aggressività: non rimanendo in vita quasi nessuno nei villaggi africani dove si sviluppava, non c’era possibilità di espansione del contagio.

Nonostante questi dati nel mondo c’è la corsa all’acquisto di mascherine chirurgiche, prodotte in gran parte, per ironia della sorte, proprio a Wuhan, città fonte del contagio; comprate non per proteggersi dall’influenza come sarebbe forse logico, ma da una al momento immaginaria possibilità di contagio da coronavirus. Consultati da un sondaggio, medici di tutto il mondo, alla domanda “serve la mascherina ?” hanno risposto : il 66% “meglio che niente”, il 16% “per niente” e un 14% “è utile” con un 4% di “non so”.

Mentre mezza Italia è a letto per l’influenza con febbre alta, tosse, brividi, mal di testa, a cui si possono aggiungere i sintomi della forma gastroenterica con vomito e diarrea a volontà, c’è gente che dà la caccia all’untore cinese. Via Paolo Sarpi, principale via della Chinatown milanese  è semideserta, chi incontra sul proprio marciapiede un volto asiatico, attraversa la strada quasi avesse visto un gatto nero e i ristoranti cinesi sono in crisi.  Molti non mangiano più riso cantonese e pollo al vapore perché da qualche parte potrebbe annidarsi il virus malefico, ma fino a qualche settimana prima non si ponevano alcun problema, nonostante molti di questi ristoranti non avrebbero superato un normale controllo dei Nas.

Un mio conoscente, socio di un’azienda che produce spray igienizzanti per l’ambiente è al settimo cielo per l’impennata di vendite dei suoi articoli mentre un altro imprenditore che importa barche in allumino dalla Cina è in profonda crisi per il blocco alla frontiera dei suoi natanti.

I telegiornali dedicano spazio a volontà al coronavirus come ai tempi della “mucca pazza”, quando due o tre persone al mondo morirono di tale sindrome mentre il mercato della carne in Italia ebbe un collasso economico grave.

Il caso coronavirus si pone in quanto nasce in un paese comunista , dove l’informazione è controllata dal regime. Quando Breznev si ammalo’ gravemente, prima della sua morte la Tass, organo di stampa ufficiale dell’URSS,  fece trapelare che era affetto da un banale raffreddore. Quanto ce la raccontano giusta i comunisti cinesi ? L’altro aspetto riguarda l’eccezionale contagiosità del virus, capace di diffondersi a macchia d’olio molto rapidamente. I sintomi sono gli stessi della comune influenza: come differenziare le due malattie ? Il virus potrebbe subire mutazioni durante la sua diffusione e crescere in aggressività, saremo in grado di impedirlo ?

In questa situazione torna in auge l’importanza della vecchia metodica di fare sempre un’anamnesi di fronte ad un paziente. Dove è stato negli ultimi quindici giorni? Chi ha incontrato? Se queste semplici domande fossero state fatte a Fausto Coppi, non sarebbe morto di malaria, da cui fu colpito due settimane prima durante un safari in Kenia. Quando si venne a sapere dove era stato, ormai era troppo tardi per salvarlo. La giusta precauzione per chi é affetto da una forma febbrile in cui è sospettabile la presenza di coronavirus, è non di recarsi in Pronto Soccorso, dove infetterebbe mezzo mondo, ma di avvertire il 112.

E’ evidente che ci debba essere una mobilitazione alle frontiere di tutto il mondo per circoscrivere l’epidemia, ma oggi il panico ingiustificato potrebbe creare altri generi di vittime soprattutto nelle persone più fragili emotivamente. Gli aeroporti sono tutti presidiati per controllare ed isolare passeggeri con sintomi sospetti. Intanto nei porti italiani arrivano malattie che si pensavano debellate. Un ragazzo somalo di 19 anni, tre anni fa venne ricoverato per tubercolosi attiva ad agosto; ma era giunto con i barconi nel nostro paese a marzo: quante persone nel frattempo avrà infettato ?

Ci preoccupiamo di tutto cio’ che è made in China, poi in farmacia ci facciamo rifilare farmaci generici di marche sconosciute, provenienti da laboratori cinesi, indiani, del Bangladesh, senza curarci della presenza di sostanze  contaminanti che potrebbero annidarsi nel prodotto.

Viviamo nel costante incubo che una pandemia arriverà ma non credo che il coronavirus assurgerà al ruolo di flagello dell’umanità.

Potrebbe anche darsi che il coronavirus ci insegni alcune prassi oggi dimenticate;  lavarsi bene le mani, non starnutire in faccia al prossimo, non intasare i pronto soccorso degli ospedali per banalità e lo stesso vale per gli ambulatori medici, apprezzare la dieta mediterranea, comprare italiano.