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L’immaginifico ministro degli Interni Angelino Alfano arruola poliziotti in Cina per potenziare il dispositivo di sicurezza della città di Roma. Da inizio maggio, infatti, pattuglie miste italo-cinesi –quattro unità per turno- percorreranno le vie della capitale. Carabinieri e poliziotti saranno affiancati nella loro attività quotidiana da gendarmi cinesi, perfettamente riconoscibili nella loro divisa d’ordinanza

A rilanciare con grande evidenza sul web la notizia, relegata tra le curiosità dai media italiani, è il settimanale tedesco Der Spiegel in un lungo articolo. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di “aumentare il senso di sicurezza dei turisti cinesi che arrivano qui”, ha dichiarato l’Angelino nazionale.

Una dichiarazione che sembra lasciare perplessi non solo i giornalisti tedeschi, ma anche i lettori di Der Spiegel. In molti, infatti, fanno notare come la garanzia della sicurezza dei propri cittadini, oltre che dei turisti, sia una delle prerogative che qualificano una entità come stato sovrano. Dunque non si comprende perché l’Italia ha bisogno di “importare” poliziotti dalla Cina per garantire la sicurezza dei turisti provenienti dall’ex Celeste Impero.

Una perplessità che, in verità, è sorta in qualcuno anche qui nel Belpaese. Davvero la barriera rappresentata dalla lingua è così insormontabile da richiedere la presenza di poliziotti cinesi per consentire il dialogo tra turisti “made in Pechino” e carabinieri? Se è così allora bisognerà presto attrezzarsi per importare poliziotti dal Giappone, dalla Russia e magari anche dalle Filippine: da questi paesi, infatti, ogni anno giungono in Italia frotte di turisti o lavoratori e la loro lingua non è meno ostica rispetto al cinese.

Ma, più probabilmente, in questo caso la barriera linguistica conta poco o nulla. Il sospetto è che si sia semplicemente al cospetto dell’ennesima cessione di sovranità da parte del governo Renzi, magari spacciata quale frutto della “proficua collaborazione” internazionale. Una scelta, purtroppo, tragicamente in linea con molte altre fatte dai governi precedenti, anche di centrodestra.

Quale che sia il motivo di questa decisione, però, nessuno si meravigli se agli occhi di Frau Merkel l’Italia continuerà a contare sui tavoli internazionali come il due di coppa a briscola. Per comprenderne il motivo basterà leggere i commenti dei lettori di Der Spiegel.