Dallo scorso primo luglio Federico II di Svevia è finalmente ritornato a Jesi, la città dove nacque il 26 dicembre 1194. Nella stessa piazza dove Costanza d’Altavilla — sotto una tenda, contorniata da un popolo raccolto e guardata da guerrieri silenti — diede alla luce l’imperatore, è stato inaugurato il Museo Federico II Stupor Mundi.

Attraverso sedici sale tematiche — ospitate nello storico Palazzo Ghislieri e dotate di ricostruzioni tridimensionali, installazioni multimediali e tecnologie di ultima generazione, come il video mapping e i supporti touch-screen — si può rivivere la straordinaria epopea federiciana.

Un omaggio dovuto. Doveroso. Per più motivi. Il nipote del Barbarossa fu un politico eccezionale e un condottiero valoroso ma, soprattutto, divenne il campione di una visione alta dell’imperium e dell’actoritas, il rappresentante più alto di quel Ghibellinismo sacro che, nel segno della restaurazione dei valori eterni, contendeva al Papato la plenitudo potestatis, la primazia spirituale e civile. Non a caso lo svevo volle rilanciare il carattere “romano” del suo impero, al punto da farsi sempre ritrarre nelle vesti dell’imperator e coniando una moneta aurea, l’augustale, con una sua rappresentazione coronata da alloro. Come Giulio Cesare e Augusto.

Da qui l’interminabile battaglia di Federico contro la teocrazia papalina e i suoi infidi alleati, il carico di scomuniche, le velenose accuse d’essere, niente di meno, “l’anti Cristo”. E poi, gli intrighi dei feudatari e dei Comuni, ma anche la fedeltà dei suoi cavalieri e l’ammirazione dei poeti (la Scuola Siciliana), dei filosofi, dei medici, dei matematici (Leonardo Fibonacci, in primis), degli astronomi.

La titanica opera di ricostruzione imperiale di Federico s’interruppe solo con la sua morte a Castel Fiorentino presso San Severo, il 13 dicembre 1250. I nemici esultarono ma il suo passaggio verso l’al di là fu accompagnata da un terremoto e da una cometa. Segni forti del destino, del fato.

Torniamo a Jesi. Al 2017. Il progetto del museo è sorto dalla volontà dell’imprenditore Gennaro Pieralisi (l’intelligente presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi) ed è stato realizzato prevalentemente con fondi privati, con sostegni di Fondazione Marche, Comune di Jesi, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, la Fondazione Federico II Hohenstaufen e Fondazione Pergolesi Spontini. La curatela scientifica è di Anna Laura Trombetti Budriesi, Laura Pasquini e Tommaso Duranti. Bene così.


Palazzo Ghislieri, Piazza Federico II, 3 – 60035 Jesi (AN)

Tel. 0731 084470
www.federicosecondostupormundi.it
biglietteria@federicosecondostupormundi.it

ORARIO ESTIVO (fino al 15 settembre)
LUN-DOM: h 10-13 e 15 -19 

ORARIO INVERNALE (dal 16 settembre al 14 giugno)
GIO-SAB: h 15 – 19
la mattina aperto solo su prenotazione per gruppi e scuole
DOM: h 10-13 e 15-19
L’ingresso è consentito ogni 15 minuti a gruppi di 16 visitatori alla volta

BIGLIETTI
INTERO: € 6

RIDOTTO: € 4 (under 18, over 65, gruppi di almeno 10 persone, insegnanti, studenti universitari, soci Icom, Archeoclub, Touring Club, FAI, Italia Nostra, Amici dei Musei)
FAMIGLIA: € 15 (due adulti con due bambini)
INTEGRATO MUSEI: € 3 (riduzione valida dietro presentazione di biglietto di ingresso ad uno dei musei cittadini, con validità una settimana)