Leggo da “Repubblica” l’sms di un cliente delle baby prostitute dei Parioli: “Domani devo portare mia figlia a una festa, ma tu dì alla tua amica se ha voglia di vedermi”. L’ho trovato assai raccapricciante. Questo padre che fa per un pezzo di giornata il padre e poi fa il maschio arrapato con una che potrebbe essere sua figlia (perché le ragazzine li sceglievano “vecchi” i clienti…). Dice: che vuoi, la pena di morte?

No, certo che no. Pretendo però la riprovazione sociale su questi depravati. Non ho alcun moto di compassione, lo confesso, per il dramma di Alessandra Mussolini (anche se questo non vuol dire che comprendo gli insulti a lei indirizzati). Il dramma rimane per me circoscritto alla prostituzione minorile e non lambisce le mura domestiche della famiglia Floriani-Mussolini. Lei ha scoperto che il suo partner aveva una doppia vita. Succede a tante donne. Se la caverà. Lui, forse perché stanco di essere il signor Mussolini, ha preso la scorciatoia più degradante. Magari riuscirà a trovare ancora un equilibrio nella sua persona decentrata.

Dice: allora vuoi la gogna? Ma che vuol dire la gogna? Che cos’è il suo opposto più tollerante? La comprensione, il silenzio, la censura? Se un uomo perde la sua rispettabilità la perde, e basta. E qual è l’alternativa? Considerare le quindicenni delle sex workers (tesi aberrante, anche se applicata alle maggiorenni, secondo me)? Evitare ogni moralismo, anche quel senso di schifo che il normale buon senso fa affiorare?

Mi spiace ma questo dibattito non lo capisco. E neanche lo voglio seguire. E non vorrei che in questa fiumana di solidarietà all’incolpevole Alessandra Mussolini si celasse un desiderio di rimozione. E del resto si è già fatto finta che le escort delle cene eleganti non fossero escort, e si è scambiato il traffico di ragazze nella residenza di un ex premier per vita privata da non scandagliare, e si è strombazzato che Ruby era un’aspirante estetista e che sembrava a tutti maggiorenne e ci sono state paginate sui giornali di destra per magnificare la libera prostituzione e persino per dire che la Minetti era certo donna più degna delle mogli che si fanno mantenere dai mariti (prostitute mancate, anche loro), come se il sommo bene del genere femminile risiedesse proprio là, in quel fattore fisiologico.

Nel fattore F. E quanti si aggrappano a questa mentalità, pensando di averla desunta da bravi uomini colti, magari per aver letto “Metafisica del sesso” di Evola, e invece forse sono ancora fermi, bloccati al “viva la fica” di quando erano adolescenti. Lasciamo da parte tutto questo chiacchiericcio. Alla fine trovo che sia normale e giusto che anche un ambiente che si teneva la pancia dal ridere per Marrazzo e i suoi trans, che puntava l’indice contro Lerner per le immagini pedopornografiche sul Tg, che rimane scandalizzato dalle parolacce della Littizzetto e che insomma è ancora molto simile al protagonista bigotto del film “Scusi, lei è favorevole o contrario?” debba guardare con naturale sdegno all’sms di quel cliente, debba evitare ogni forma di tacita comprensione per questi ricconi che trasudano sporcizia.

Da Segnavia.it, 16 marzo 2014