Corsico era una tutt’altro che ridente cittadina al confine con Milano, da sempre in mano ai comunisti prima ed ai suoi epigoni dopo. Era talmente rossa che poteva essere paragonata ad una città come Reggio Emilia, dove se il partito voleva, poteva far eleggere come sindaco anche un cavallo, o esagerando , perfino un Ignazio Marino dei tempi d’oggi. Pur essendo Corsico attraversata dal Naviglio Grande, gli amministratori rossi in settant’anni non hanno mai pensato a creare degli angoli caratteristici, un po’ romantici sulle sue sponde. Una volta hanno concesso al popolo una fontana nella piazza principale, ma non un’opera che richiamasse la bellezza, ma che ispirasse il “sociale”, cioè, per intenderci, la solita ciofeca , commissionata ovviamente ad un artista del loro giro.

Così per anni Corsico è stata una cittadina grigia, anonima, triste ,monotona, senza acuti, un dormitorio socialcomunista come tanti.

La situazione era destinata a rimanere tale, quando a qualcuno di Fratelli d’Italia venne la bizzarra idea di provare a cambiare il destino, cinico e baro.

E da quel momento cominciò una storia che è stata anche una lezione che tutti dovremmo apprendere.

Nella primavera 2015 ci sarebbe stata la elezione per il sindaco ed il consiglio comunale. Per prima cosa si decise che per essere competitivi a maggio occorreva partire ad ottobre, non aspettare gli ultimi due mesi.

I due o tre dirigenti cittadini di Fratelli d’ Italia inaugurarono l’Officina per Corsico, convocando tutti i partiti del centrodestra, nessuno escluso. E tutti aderirono, tutti sullo stesso piano.

A novembre fu identificato il candidato sindaco, che non era il più bello, il più simpatico, il più ricco o del partito per forza più grande, ma solo colui che era maggiormente in grado di far convergere più voti sul suo nome, attingendo consensi anche nel campo avverso.

Da dicembre ogni benedetta domenica, che piovesse o splendesse il sole, c’era un gazebo con le bandiere di FdI, Fi, la Lega ; e non importa che poi chi lo montasse al mattino fosse un fratellino ed a mezzogiorno fosse ancora un fratellino, a noi tutti è sempre piaciuta la militanza, se no non saremmo quel che siamo.

Ogni tanto si organizzava un convegno , sul Muro di Berlino, sulle foibe, sulle persecuzioni ai cristiani nel mondo, sull’immigrazione selvaggia, sulla crisi economica e gli alleati venivano a portare i saluti ai dirigenti di Fratelli d’Italia, e a poco a poco i nostri temi , divenivano gli argomenti forti di tutti.

Ed intanto i dirigenti non erano più due o tre ; ma la cosa più bella è che si costituì un gruppo coeso e determinato, con l’apporto dei militanti dei comuni limitrofi : oggi tu aiuti me , domani io aiuto te.

Ed i gazebo si spostarono anche a Buccinasco, Cesano Boscone, Assago, in qualche caso facendo saltare i nervi a qualche sindaco cattocomunista.

Ma la sinistra dall’alto della sua “superiorità morale”, della sua arroganza, della sua superficialità, tardò a capire cosa bolliva in pentola.

Ad aprile, in appoggio al candidato sindaco del centrodestra, Magdi Allam venne a spiegare la minaccia dell’Isis, la strategia dell’immigrazione clandestina in un teatro cittadino colmo di gente ; contemporaneamente la sindaca indiceva una riunione della sinistra con la leader dei Sinti, supplicando i rom di “fare i bravi” per i prossimi due mesi.

Il 31 maggio dalle urne la grande notizia ! Il centrodestra in vantaggio di 11 punti, si va al ballottaggio!

Fratelli d’Italia passa da un 1,9% delle europee al 5,52%, un consigliere quasi sicuro.

Grillini tanti voti ma leggeri come piume, svolazzanti qua e là.

A pochi giorni dal ballottaggio prima ci fu la visita affollata di Salvini, poi venne annunciato il comizio in piazza Cavour di Giorgia Meloni. La sinistra fu presa dal panico perché stava realizzando cosa andava concretizzandosi.

E cosa ti fa la sinistra quando non sa più che dire, quando si sente sfilare la poltrona da sotto il sedere?

Fu indetto all’ultimo momento un presidio antifascista, roba che vedi anche nei film di don Camillo e Peppone, roba da cinegiornale Luce in bianco e nero, roba da Capanna prima del vitalizio milionario, roba da Fedez dopo le canne.

Quattro patetici ragazzetti ed un paio di assessori ancora in carica in una chiassata non autorizzata, non impedirono ai corsichesi di ascoltare un discorso che lasciò a bocca aperta anche il nostro candidato sindaco.

Perché un conto è ascoltare Giorgia in un talk show, un conto è poter ammirare la personalità , la lucidità di pensiero, la passione di un leader davanti a persone vere.

L’ultima sera i due sfidanti radunarono i propri simpatizzanti : nella piazza principale il centrodestra con tutti i leader regionali della coalizione, la sinistra nel bunker di un centro civico, con testimonial Pisapia, un autentico suicidio.

Come è andata lo sanno tutti : Corsico espugnata, Corsico libera, Corsico che finalmente sorride.

Ora l’umiltà e lo spirito di sacrificio non debbono abbandonare la coalizione di centrodestra, perché con l’insediamento in Comune si ripeterà la solita liturgia. Il nuovo governo della città troverà impiegati irriducibili, quelli con ancora il ritratto del Che sulla scrivania, che remeranno contro, perché erano da sempre al servizio del partito e non dei cittadini; incontrerà però anche personale finalmente liberato dall’aria pesante della cappa sinistra e animato da nuovo entusiasmo. Gli stessi valori che hanno portato alla vittoria, dovranno confermare il successo anche nel governo della città.

Grazie Antonio !