Qualche giorno fa il Secolo d’Italia ha postato un video che ritraeva una intera scuola di Budapest mentre cantava una canzone del repertorio della nostra musica alternativa “Ragazzi di Buda”, dedicata alla rivolta degli ungheresi del 1956 contro l’oppressione comunista sovietica. La canzone era stata tradotta per metà in lingua magiara ,che è singolarmente di origine finnica, e poi , dopo le prime strofe, continuava nella versione originale italiana. Tutti i ragazzi , un centinaio, erano ben consapevoli del significato del testo e cantavano con grande convinzione quest’inno alla libertà. Molto interessante è la storia di questo pezzo, che forse pochi conoscono. La canzone nasce nel 1966, nel decennale della rivolta magiara, autori sono Pingitore e Gribanoski, e veniva cantata al Bagaglino da Pino Caruso. Poi si diffonde per tradizione orale, data la sua facile orecchiabilità.
Nel 1981 , i Messaggeri del Sole, Tommy e Claudio, due ragazzi di Torino, la incidono per la prima volta nella loro unica audiocassetta, naturalmente autoprodotta, dal titolo “Solaria”. Con piccole variazioni nel testo, “operai” al posto di “braccianti”, giunge fino in Ungheria e viene ora riconosciuta come l’inno ufficiale dei ragazzi di Budapest di ieri e di oggi.
Non è la prima volta che giovani dell’Est europeo manifestano attrazione nei confronti della musica alternativa italiana. Abbiamo già raccontato delle due ragazze polacche intervenute sul palco del concerto della Compagnia dell’Anello, tenutosi a Caorso lo scorso autunno. Entrambe dichiararono di essere approdate alla musica alternativa casualmente tramite internet e di essersi innamorate del genere; una delle due aveva addirittura svolto la sua tesi di laurea sulle canzoni della destra giovanile, l’altra aveva aperto in Polonia un sito dedicato.
La destra che per mancanza organizzativa spesso si riduce a prendere solo ciò che casualmente le cresce attorno, una volta tanto raccoglie qualcosa che tanto tempo prima aveva seminato. Dovrebbe servirci di lezione ma chissà se lo capiremo.
Intanto qualcosa si muove nella musica alternativa ; continuano le esibizioni in giro per l’Italia di alcuni gruppi storici ed altri nuovi si affiancano.
Fabio Constantinescu sta preparando il suo ultimo album, di cui anticipiamo solo il titolo :“Nel cuore d’Europa”, che conterrà pezzi ispirati a realtà diverse dalle consuete tematiche. Ci sarà anche il cameo di un brano storico degli Amici del Vento, cantato e suonato al pianoforte dalla solista di allora Cristina.
Guardate e ascoltate questi ragazzi ungheresi, tanti volti puliti e sorridenti, che sventolano un tricolore e cantano una nostra canzone : un’ utopia nella scuola italiana, con a capo una ministra comunista , senza laurea , senza anima, senza futuro.