Pierluigi Battista nel quotidiano milanese, in cui scrive, in 31° pagina, ha riservato una sua puntata della rubrica ”Particelle elementari”, intelligente ma incompleta alle imminenti celebrazioni del 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. E’ sottolineata la presenza di Capi di Stato e autorità internazionali, accorsi a solennizzare l’epopea di Mao, irraggiungibile per il rispetto mostrato verso la libertà, la giustizia e la democrazia nel senso vero della parola.

  Battista inizia l’elencazione delle pagine orrende, mai affiancate o assimilate nelle trasmissioni televisive (anche berlusconiane) o nei libri di testo della defunta scuola, a quelle altrettanto gravi e mortificanti tedesche. L’editorialista segnala la mancanza, comprovata da decine di documentati saggi, dei circa 30 milioni di morti” nella carestia artificiale, indotta, provocata nelle campagne cinesi”dalla follia fanatica e ideologica [comunista] del “Grande Balzo in avanti” nei primi anni Cinquanta.

   Mancherà – registra il giornalista – il milione di tibetani morti ammazzati con l’invasione militare maoista [recte comunista cinese]. L’elenco continua con i 3 milioni di morti ammazzati “durante la Rivoluzione culturale, un’epoca “buia di oscurantismo”, una “campagna contro la cultura,l’istruzione e l’intelligenza […], che pure venne esaltata da masse di giovani occidentali inebetititi, che agitavano come i seguaci di una setta il libretto rosso di Mao”. Ad essi vanno abbinati nella riprovazione e nella condanna i giovani “rossi” e cattolici di sinistra, loro asserviti, che con ferocia devastavano le scuole e le Università, aggredendo i loro antagonisti nel ’68.

  Si accennava sopra all’incompletezza dell’elenco. Mancano infatti dati e notizie sulla situazione attuale, ad esempio, delle esecuzioni capitali, ancora eseguite a pieno ritmo, del condizione e del trattamento degli oppositori. La resistenza tanto coraggiosa quanto eloquente degli abitati di Hong Kong ai prospettati trasferimenti sotto la Cina (un salto nel buio agghiacciante) prova al di là di ogni valutazione la sostanziale immutabilità del quadro e dei compagni  al potere.

   Intanto, nonostante questo agghiacciante bilancio sottaciuto e la situazione coperta dal più impenetrabile silenzio, il mondo occidentale, in prima linea gli imperturbabili industriali nostrani (vedi gli intrecci delle società calcistiche), tace, opera o meglio conclude affari.

   Nessuno ha ascoltato il giudizio espresso nel marzo scorso dal Consiglio generale dell’Unione europea, che ha considerato la Cina “rivale sistemico”. Eppure a reggere le nostre sorti, non c’è più Salvini ma fieri e rispettabili democratici, sensibili a tutti i temi umani, a cominciare da quello dell’ambiente, in cui la Cina è piena di primati negativi.