E’ bastato che Berlusconi accennasse ad una candidatura come premier del centrodestra di un ex generale dei Carabinieri, perché partisse subito il messaggio di intimidazione ; un povero militare dell’Arma , di soli vent’anni è stato criminalizzato, minacciato, gettato come un mostro sulle prime pagine dei giornali, solo perché teneva appesa una bandiera della Marina militare prussiana sui muri della sua camera.

Attenzione, perché se avete in casa uno stendardo dell’esercito sudista, o un tricolore con al centro i simboli delle nostre quattro repubbliche marinare, rischiate grosso. Se poi il Silvio dovesse tirar fuori un altro candidato premier, magari un mobiliere e voi siete un falegname, siete proprio spacciati.

Purtroppo non c’è da scherzare perché i compagni sono dei buoni a nulla capaci di tutto ; e poiché hanno l’acqua alla gola e sentono il consenso sfuggir loro dalle mani, le proveranno tutte da qui alle elezioni; ricordiamoci che non è gente corretta, nemmeno buona ; sono come quei talebani che convinti che il Male appartenga all’altro , si sentono legittimati a qualunque sopraffazione.

Sotto i colpi dei fumogeni di qualche fanatico estremista di destra che ha minacciato la redazione di Repubblica, cosa ovviamente deplorevole ma pane quotidiano in questi anni per i giornali di destra, gridano che la democrazia è in pericolo. Ma quale democrazia ? C’è mai stata vera democrazia in Italia ? Sono loro la democrazia ?

In Italia da sempre esistono cittadini di sinistra che hanno maggiori diritti e minori doveri verso la società; il contrario avviene per chi nutre simpatie nei confronti del centrodestra.

Per comprendere ciò basta andare nel quotidiano, nelle cose di tutti i giorni, per scoprire tante piccole prepotenze, tante angherie nascoste, ed anche molte macroscopiche violenze.

Talvolta la mattina posteggio a fianco di automobili che recano appiccicato sul vetro posteriore un adesivo di radio Popolare con su scritto “ Qui nessuno è straniero”. Non contesto che lo possano fare, anzi è sacrosanto che se uno ha un’opinione e voglia trasmetterla al prossimo , si senta autorizzato a manifestarla, purché non insulti nessuno. Ma perché non esistono altrettanti adesivi su altrettante macchine, che, per esempio ,esprimano simpatia per i parà della Folgore ? Semplicemente perché nessuno si sogna di rischiare di trovarsi un giorno la propria autovettura con le gomme a terra e la fiancata rigata.

Esiste evidentemente una concezione molto diversa del rispetto della proprietà altrui, tra chi è di destra e chi è di sinistra.

Avrei anche da ridire sullo slogan riportato nell’adesivo : rappresenta una subdola accusa di razzismo nei confronti del prossimo : chi non la pensa come noi è un intollerante, questo si dice.

Come al solito i compagni fanno dell’accoglienza una questione di razzismo . Ma in Italia non ci sono i Ku Klux Klan alle porte : il problema dell’immigrazione fuori controllo è sociale, economico, etico, non razzista.

La scelta è se concedere risorse a chi viene da noi pensando di trovare un nuovo Eldorado o dare sussistenza ai nostri anziani, a cui siamo debitori, ed ai nostri giovani che hanno diritto ad avere un futuro.

Passiamo ad un altro esempio : quando mi reco in un centro commerciale alle porte di Milano, incappo in una libreria Feltrinelli ; all’interno, ben visibile, in grande su una parete, appare un ritratto di Giangiacomo Feltrinelli, morto sotto un traliccio, nel tentativo di compiere un atto terroristico con dell’esplosivo che gli scoppiò tra le gambe. E’ un esempio per le future generazioni ? E’ giusto che simile personaggio sia rievocato in un luogo atto alla promozione culturale e spirituale dell’individuo quale è una libreria?

Se invece mi reco in una libreria di destra, questa viene additata come luogo di perdizione, ed uno rischia un giorno sì e l’altro pure , qui veramente di saltare per aria ; gli attentati compiuti da anarchici a Milano e Firenze lo testimoniano, ma sembra tutto normale.

La settimana scorsa si è svolto il congresso di Fratelli d’Italia a Trieste : la sera di sabato era molto arduo trovare posto in un qualsiasi ristorante del centro, gli alberghi erano in gran parte occupati. Anche i negozi hanno riscontrato un aumento dell’attività, l’evento ha avuto un influsso positivo sull’economia cittadina.

Ricordo ad un recente concerto di musica alternativa, a Caorso, il volto felice del ragazzo delle pizze d’asporto quando consegnava pile di cartoni fumanti all’ingresso del teatro e ripartiva con nuove ordinazioni.

Per non parlare dei “cattivissimi loro” che, festeggiando a Predappio il 28 ottobre, hanno scatenato l’inferno: ristoratori terrorizzati che avevano difficoltà a star dietro alle ordinazioni, albergatori con le mani tra i capelli perché non riuscivano a giustificare l’assenza di camere libere, le edicole ed i negozi presi d’assalto da clienti con le carte di credito fra i denti.

Ma se è la sinistra ad organizzare una qualche manifestazione, cala una lugubre atmosfera di tensione. I commercianti con i negozi prospicienti il passaggio del corteo, per prima cosa portano la propria auto lontano, il più lontano possibile, addirittura in periferia , non si sa mai. Poi tirano giù le saracinesche, proteggono le vetrine, quasi che arrivasse un nuovo uragano Katrina.

Sabato prossimo si svolgerà una manifestazione antifascista a Como per protestare contro l’incursione di un gruppo di giovani di destra in un centro d’accoglienza, un atto esecrabile più prepotente che violento. Nel frattempo il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi ,che ha ricevuto un proiettile per posta, passerà il week end sola soletta. D’altra parte la variante “uccidere un leghista non è reato” suona anche bene.

Ora chi ha un’attività commerciale sa perfettamente che nel 2017 tre sono i giorni cruciali che possono perfino risollevare le sorti di un esercizio: sono il 9, il 16 ed il 23 dicembre, quando impazzano le spese natalizie.

I commercianti di Como dovranno tenere chiuso perché un esercito di mantenuti vorrà a tutti i costi sfilare quel giorno in nome dell’antifascismo ; nessun rispetto per chi lavora.

Rispetto che è mancato perfino ai militanti dei centri sociali che hanno contestato Salvini al Giambellino, qualche settimana fa. Reduci dal faticoso e pare “doveroso” lancio di uova al leader della Lega, hanno chiesto un bicchier d’acqua e di far pipì nei vari bar della via ; non c’è stato nessuno tra i compagni di merende della figlia di Padoan che abbia comprato un pacchetto di caramelle, che abbia chiesto :” le debbo qualcosa ?” o che abbia solo ringraziato ; ma dobbiamo capirli, non avevano liquidi, han speso tutto per acquistarsi il Rolex.

A proposito di orologi svizzeri, l’ondivago ministro Lupi si dovette dimettere per un cronografo regalato al figlio da qualche maneggione, mentre Madame “dategli le brioches”, sua eminenza il ministro Boschi, con un padre coinvolto nello scandalo Etruria, resta al suo posto.

Ora io non so quanto sia coinvolta la bella piddina da un punto di vista legale : so che migliaia di persone rovinate, ridotte al lastrico dalla vicenda di banca Etruria quando la vedono apparire in televisione subiscono lo stesso impatto emozionale di una donna che incontri per strada il suo stalker minaccioso. Può essere ingiusto ma è così. Ma nessuno a sinistra ha la benché minima sensibilità nei confronti di queste persone, per loro detenere il potere è la cosa più importante.

Infine, in tutte queste vicende, mi fa pena vedere il direttore di un quotidiano importante, figlio di un eroico servitore dello Stato, preda della sindrome di Stoccolma.