L’Italia è la terra in cui, ora dopo ora, spadroneggiano gli uomini presunti sedicenti “universali”. Il caso più eclatante è rappresentato da Vittorio Sgarbi, che, senza accorgersi di riflettersi nello specchio, è arrivato alle contumelie nei riguardi di un giornalista, serio, preparato e misurato come Mario Giordano. E’ anche l’espressione geografica in cui trionfano e pontificano gli “scopritori dell’acqua calda”. Il palcoscenico sul quale si esibiscono i vari Stella, Cazzullo e non di rado Cazzullo, è il “Corriere della Sera”.

I primi due, in servizio permanente effettivo, censurano, proclamano, denunziano, “dall’uno all’altro mar”, ma per loro si potrebbe parafrasare José Mourinho (“zero tituli” con uno “zero risultati tangibili”.

Il terzo, nel disegnare un identikit grigio ed insipido del ceto medio, come pantofolaio, “refrattario alle ideologie”. Esaminando la posizione degli elettori, “pronti a votare domattina per i due partiti moderati rimasti in piedi dopo lo tsunami elettorale del 2018”, il PD e Forza Italia, nel calcola la consistenza elettorale approssimativa al 25%. Quindi scodella la “perla”, affermando che probabilmente esistono altri elettori “semplicemente rifugiati nell’astensione”.

Ora il termine è ingiusto ed immeritato perché il cittadino, lontano dalle urne, di destra o di centro vive nel più radicato disprezzo e nella più solida sfiducia. Va poi onestamente riconosciuto a Salvini di non avere mai rivendicato posizioni di destra e di non essersi mai proclamato appartenente a quell’area.

Ma il “Corriere” ha raggiunto la banalità massima e il conformismo più desolante nel pistolotto adulatorio riservato all’azionista di riferimento, Urbano Cairo. L’editore con il convegno “Indagine Famiglia, 2.0”, promosso in Vaticano con la RCS Media Group , ha annunziato all’Italia ed al mondo che nel nostro paese “ogni anno muoiono più persone di quante nascano”.

In una allucinante monotonia di cifre arcinote, si riesumano dati sui quali si ragiona da molti anni senza che i diversi governi succedutisi al potere abbiano indicato vie idonee e suggerito terapie credibili.  Uno dei relatori ha sostenuto “incredibilmente” per noi ignari, che mai avevamo ascoltato concetti così originali ed incisivi, che il problema è “ dare sostegno e fiducia alle famiglie, creare le condizioni perché le donne scelgano di avere figli” .

Frutto della ricerca è un libro donato al pontefice, che alle famiglie ed ai giovani “ha già dedicato due sinodi”, permettendo però che numerose organizzazioni cattoliche, in primo luogo l’Università milanese del S. Cuore, ricordassero, in celebrazioni partecipate e nostalgiche, la devastante esperienza del ’68.