Caro amico siriano, prendi un Paese (il tuo per esempio…), su cui hai messo gli occhi. Destabilizzalo dal profondo grazie a un gruppo terroristico (l’ISIS) da te foraggiato e pagato. E fai centinaia di migliaia di vittime.
Poi, dal momento che ogni azione comporta una reazione, ti ritrovi addosso le Forze Armate russe (non propriamente una mammoletta) e il rinvigorito esercito del Paese destabilizzato, la Siria.
Riconquisti “manu militari” (e come, se no, con gli appelli alla pace nel mondo?) i territori che ti avevano brutalmente sottratto per creare lo Stato islamico e, nel farlo, ci va di mezzo una città, Aleppo.
Una città che – secondo le migliori tradizioni della numerologia occidentale… – è composta da “sei milioni” di qualcosa: sei milioni di abitanti, sei milioni di bambini, sei milioni di profughi, sei milioni di ospedali, etc. Cifra che – a pensare andreottianamente male – ha un forte valore evocativo…
Riconquisti quella città che faceva parte del tuo territorio, e naturalmente succedono varie cose, non tutte da collegio di educande. A quel punto, esattamente come in certe corti “di giustizia” occidentali, scatta il meccanismo per cui, se qualcuno viene a casa tua, la colpa è tua, che forse sei troppo ricco, troppo esposto, troppo arrogante, troppo ad alto profilo. Chi ti ha invaso, per contro, è necessariamente un bravo ragazzo, anche se si avvale di esperti tagliagole.
Dopo le coperture sul campo di battaglia, scattano quelle mediatiche e tu, che ti eri limitato a riprendere il controllo di casa tua, inevitabilmente “con un po’ di aiuto degli amici”, visto che i nemici sono tanti e potenti, ti ritrovi ad essere il colpevole e l’atto di accusa che ti viene rivolto è: COLPEVOLEZZA DI ESISTERE. NON DOVEVI STARE QUI, A CONTROLLARE LA SPONDA MERIDIONALE DEL MEDITERRANEO E MAGARI DARE DELLA BASI ALLA RUSSIA. QUI CI DOBBIAMO STARE NOI, CHE SIAMO I “BUONI”. Ne abbiamo diritto “per grazia ricevuta”!
A quel punto ti calmi, capisci l’antifona e ti rendi conto che, ogni volta che ti accusano di “crimini contro l’umanità”, sono i tuoi nemici che li hanno commessi, ma a loro dà fastidio ammetterlo, non fa fine, e dunque preferiscono accusare te. Fino a che non hai reagito – e vinto – bambini sotto i loro colpi e le loro bombe NON ne morivano, e neppure crollavano case od ospedali. Bastava che ti piegassi e tutto si sarebbe risolto senza un solo crimine umanitario. MA COME HAI FATTO A NON CAPIRLO, CARO AMICO SIRIANO?