Imperversa in televisione la pubblicità di Audible: le registrazioni audio di libri, da ascoltare sullo smartphone. Le vende Amazon, il colosso del commercio su internet. Il messaggio è maleducatissimo: ascoltando Audible, l’utente può isolarsi dal chiacchiericcio degli idioti che si incontrano sui mezzi pubblici. Lo spot fa alcuni esempi: due aitanti ragazzotti si baciano, e un vecchietto scandalizzato dice a un sodale: ma non possono starsene a casa propria? Una signorotta legge, allarmata, sul giornale “Il Qualunquista”, la terribile notizia: aumentano gli sbarchi.

Non si preoccupi, il consumatore liberale! Cacciandosi le cuffiette dello smartphone alle orecchie, non dovrà più sopportare l’urto con opinioni antiquate, reazionarie e, quel che è peggio, diverse dalle sue.

Il problema non è se le opinioni espresse dagli esempi negativi dello spot siano giuste o sbagliate, condivisibili o meno. Lo scrivente non condivide lo sdegno per il bacio omosessuale (per quanto ritenga che il dilagare di coppie gay nelle pubblicità ponga interrogativi, sia sull’insincerità delle ditte che se ne servono, sia sull’omosessualizzazione dell’Occidente); è invece d’accordo con l’allarme riguardo gli sbarchi – il fatto che molti “qualunquisti” lo abbiano lanciato, non toglie che l’immigrazione selvaggia sia stata una delle peggiori sciagure subite dall’Italia dopo il Duemila.

Quel che fa orrore, nello spot di Amazon, è lo sdoganamento dell’intolleranza del pensiero unico. Non ci si limita più a spingere il consumatore a comprare: si pretende di imporgli quali opinioni condividere, e quali censurare.

Le “sardine”, il pessimo movimento sorto e, cara grazia, estinto nel giro dello scorso inverno, minacciavano i “sovranisti”: vi toglieremo la possibilità di diffondere le vostre opinioni. Il ragionamento bieco, il comportamento intimidatorio è lo stesso di Amazon – che, a differenza del patetico gruppo guidato dall’imbarazzante Sartori, nonostante tante pesanti multe, continua a imperversare.

Lo scrivente non condivide né il sovranismo, né l’omofobia dei due ometti sul tram nella pubblicità; ma non condivide, nemmeno minimamente, la pretesa di chi pure si gonfia con due slogan inflazionatissimi, uno di Voltaire (non condivido le tue idee, ma darò la vita perché tu possa esprimerle…) e uno di Brecht (quando portarono via me, non c’era più nessuno a difendermi…): non è accettabile, che di democrazia blateri chi poi stabilisca i dogmi del pensiero unico, cosa si possa pensare e cosa no, cosa si possa dire sul tram e cosa no, quali chiacchiere siano ammesse e ascoltabili e quali no; tracci l’identikit di chi sia il consumatore moderno, à la page, figo, conformista, e chi invece sia un rottame cui mettere il silenziatore.

Ancor meno accettabile, se lo fa una multinazionale che ha distrutto il commercio al dettaglio, ha mandato sul lastrico migliaia di negozi in tutto il mondo (e a remengo il contatto umano tra commerciante e cliente), promuove proprio il prodotto in questione con una scorrettissima quanto massiccia “spam” (chi abbia un account su Instagram, da giorni è facilmente perseguitato da finti profili realizzati apposta per reclamizzare Audible) se ne infischia del benessere dei propri lavoratori e li paga pochissimo in cambio di orari disumani, accettando di andare incontro a mega-multe, contando sul fatto di potersele permettere, da tanto si risparmia sfruttando la manodopera.

L’omofobia è brutta e fa vittime, ma Amazon ha fatto, e farà, di peggio.