Ora tutti a prendersela con l’UE (di cui non sono MAI stato un tifoso) perché ha bocciato la manovra di bilancio dopo che il governo italiano aveva risposto picche alla richiesta di modifiche. Il mantra odierno quindi, é quello del “dalli all’eurocrazia!”. Petto in fuori, pancia in dentro, i nostri tronfi tifosotti inconsapevoli sono ringalluzziti al grido “checcefrega dell’Europa; noi ssémo tutti sovvvranisti”.

La verità, purtroppo, é un filo differente: Anzitutto, riconosciamo che l’Europa (brutta o bella che sia) funziona con queste regole, da noi partecipate condivise e sottoscritte, da almeno 20 anni.

Questo governo è andato deliberatamente a sbattere, proprio per forzare l’Europa a bocciare la manovra economica, non per cattiveria anti-Belpaese ma in applicazione di regole conosciute e concordate. Il bibitaro sgrammaticato ed il collezionista di felpe hanno voluto farsi riconoscere il pennacchio dei “pierini”. Sapendo che, in questo modo, frotte di elettori che dovrebbero essere sottoposti ad un elementare quiz costituzionale ed economico prima di accedere al voto, cederanno inconsapevolmente a manifestazioni di giubilo autarchico, da prolungare almeno sino al rinnovo del parlamento europeo.

Per ora, intanto, il risultato è l’impoverimento dei piccoli risparmiatori che hanno lasciato il sangue sugli investimenti depauperati nelle ultime settimane; l’ulteriore aumento della pressione fiscale contenuto nella bozza di legge di bilancio in fase di conversione; la previsione di peggioramento nel secondo debito pubblico più grande al mondo; un sensibile danno alla competitività delle imprese; possibili sanzioni internazionali che però andranno a bilancio quando questo esecutivo (che ne é la causa) sarà morto e sepolto; inusitata difficoltà a piazzare il debito (asta di pochi giorni fa con il minimo storico di sottoscrizioni); esportazione (questa volta in chiaro, con evidenza nei quadri RW dei modelli Unico) di capitali privati detenuti da risparmiatori italiani.

E, per arrivare a questo, ci siamo affidati ad una mandria di scappati di casa, che nel volgere di poche settimane ci ha spiegato che:
1) non possiamo fare acquisti la domenica, così garantiremo ai lavoratori del commercio (che saranno GIUSTAMENTE licenziati) di poter stare a casa 365 giorni l’anno;
2) non dobbiamo incenerire i rifiuti perché inquinerebbero (quando a Copenaghen costruiscono piste da sci sui tetti degli inceneritori), ed é meglio che lo sporco si accumuli sulle strade dove puó liberamente fermentare e diffondere epidemie;
3) dobbiamo dare, a chi sta a casa sul divano o lavora in nero, uno stipendio pagato con le tasse degli idioti che ancora si ostinano a lavorare;
4) blocchiamo unilateralmente la continuità di un’opera transcontinentale (il Corridoio Quinto che collega Lisbona alla Siberia) che abbiamo penato per far passare a sud delle Alpi per non estromettere la nostra economia, perché é meglio dare retta ad una banda di straccioni prezzolati urlatori che bivaccano di quando in quando in Val di Susa;
5) Neghiamo ai bambini il diritto alla sicurezza sanitaria perché un gruppo di zotici falliti, in continuo e soccombente conflitto con la lingua e la grammatica italiane, non riconosce la validità della ricerca scientifica;
6) Progettiamo ponti con il cu..ore, perché pensiamo che ai genovesi debba essere offerta la possibilità di trascorrere piacevoli giornate in famiglia sui viadotti (non la domenica però, che é peccato), e intanto usiamo la scusa per fare un bel favore agli abusivi ischitani, che tanti voti hanno portato al nemico dei congiuntivi.

Peró abbiamo costretto l’Europa a litigare; cazzo, quanto siamo duri e puri…

Se mai, nella plurisecolare storia della Penisola, c’è stata una fase che abbia giustificato il ricorso ad una guerra civile, credo che questa sia la stagione in cui la reazione non possa essere rinviata, senza curarsi della maglietta indossata da chi combatte al tuo fianco.