Merkel non si fida più degli Stati Uniti e spiega che l’Europa dovrà fare da sola. Bene, brava, bis. Come darle torto sulla necessità di scrollarsi di dosso il peso del colonialismo americano che dura dal 1945? Non è solo l’effetto della presidenza Trump, però. È proprio il rapporto con gli Stati Uniti ad essere basato su presupposti inaccettabili.
Ma qual è l’Europa che dovrebbe fare da sola? Quella dei Rotschild rappresentati da Macron? Quella della Troika che ha affamato la Grecia con la complicità di Tsipras? Quella che, in nome del libero commercio di prodotti alimentari avvelenati, strangola le produzioni italiane? L’Europa che, per fregare l’Italia, agli ordini della Clinton ha distrutto la Libia con i bombardamenti franco-inglesi e la complicità del governo Berlusconi? Qual è l’Europa che deve far da sola? Quella che, in nome del politicamente corretto, favorisce l’invasione senza limiti per distruggere l’identità dei popoli europei ed azzerare le classi medie, eliminando diritti e cancellando retribuzioni dignitose? È l’Europa di Gentiloni che china il capo di fronte agli ordini di Trump, dopo essersi schierato per la Clinton in modo vergognoso? È l’Europa che difende l’ambiente regalando soldi alle mafie che gestiscono le energie alternative e riversano i rifiuti nel sottosuolo? È l’Europa dei banchieri o è quella dei popoli? È l’Europa che cerca un ruolo nel mondo o è quella degli intellettuali radical chic che, a Cannes, premiano un film sul terrorismo che, però, non descrive un attentato dell’Isis o di Al Qaeda ma di un inesistente gruppo neonazista?
Ecco, di fronte ad una scelta come quella di Cannes, dove si ha persino paura di girare un film sul terrorismo vero per non urtare la suscettibilità degli assassini, il dubbio sulle possibilità di questa Europa diventa gigantesco.