In mesi, in cui impera in Italia un leader banale e superficiale, malato di un’ “annuncite”, fondata su una cultura da baci Perugina, mentre si vive in un clima pieno di preoccupazioni e di dubbi sul futuro, inutilmente ovattato dalla grande stampa e dalle reti televisive pubbliche e private senza alcuna eccezione, un tizio/ tizia, purtroppo già parlamentare delle Repubblica, ha innescato una polemica di inusitata gravità, di barbarica inciviltà nei confronti di Giorgio Meloni, alla quale non può che andare la corale e partecipata solidarietà del mondo di destra.

Conoscendo i precedenti del soggetto parlante, si poteva arrivare a rispolverare il vecchio aforisma forense “ex ore tuo iudico” ma questa volta, in una sorta di isterismo verbale e di irrisione vergognosa, si è arrivati a rispolverare una vicenda assolutamente personale, amara e drammatica. Si è trattato quindi di un’ uscita senza precedenti, che, spiace rilevarlo, ha trovato una solidarietà molto limitata e una riprovazione forzata e superficiale.  “Libero” ha parlato di «entrata scomposta» mentre “Il Giornale“ di «polemica sui diritti degli omossessuali», che «stavolta travalica le battaglie politiche e scende nei dettagli della vita privata». Di ben diversa intensità sono state le reazioni dei lettori. Uno ha osservato che i bambini «non sono giocattoli e passatempo, anche loro hanno dei diritti e il loro primo diritto è di avere un padre ed una madre così natura prevede», un altro ha avvertito «che la genitorialità è una cosa molto seria. Ma fa specie che la Chiesa non dica una parola». Questa posizione della Chiesa sul tema lascia interdetti tanto più che il quotidiano dei vescovi palesemente coccola il boy scout, senza ricordare che siamo a pochi giorni dall’ora X, ovvero dalla scadenza di settembre, mese in cui il premier ha promesso agli omosessuali e alle famiglie omogenitoriali una legge sulle unioni civili, naturale e scontata anticamera della legittimazione delle adozioni.  Negli anni bui e drammatici la polemica era alta ed urlata ma mai si è arrivati ad attaccare un avversario con argomentazioni tanto personali quanto velenose.

La scorrettezza inarrivabile è una prova dell’assoluta perdita di valori, in cui vive la politica italiana, ed insieme della necessità di ritrovare omogeneità e compattezza nell’impegno contro la sinistra sia estremista quanto perbenista, negatrice delle regole tradizionali e inalterabili della società italiana. Storace – piccolo, forse addirittura microscopico segno – , nell’esprimere solidarietà alla Meloni ha parlato di «attacco inumano ed ipocrita».