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I “maitres a’ penser” del giornalismo stampato e televisivo italiano, “grondano lacrime e sangue” non per le vittime del terrorismo islamico, bensì per le eventuali ricadute elettorali verso destra. Ieri, sulla Gazzetta del sistema, Il Corriere della Sera, Franco Venturini si chiedeva angosciato “come non ricordare che in Francia si vota a maggio e in Germania a settembre 2017?… L’Isis e’ in campagna elettorale”.

Dunque l’Isis non è la tossica ricaduta storica del colonialismo pregresso e delle interferenze attuali dell’Occidente in Medioriente ed in Africa.
Non ha nulla a che fare con le stragi provocate dai bombardamenti, anche sugli ospedali, praticati dagli aerei americani, inglesi e francesi, ora anche russi; ne’ con gli eccidi delle milizie armate e finanziate dagli europei e dagli americani in Iraq, in Libia ed in Siria, per esempio; ne’ con l’uso cinico e strumentale sia della religione islamica sia dell’emarginazione sociale in patria e all’estero di milioni di musulmani da parte di Stati arabi e dinastie finanziarie, con cui le “democrazie” occidentali intrattengono vantaggiosi rapporti d’affari.
Invece, l’Isis e’ un marchingegno della destra, forse della Le Pen, per vincere le elezioni!
E’ la strumentalizzazione d’una epidemia psichica razzista, che contagia solo persone di origini mediorientali e africane, i deviati, gli isolati, i disagiati di religione musulmana.
I pennivendoli nostrani, terrorizzati di perdere le “quattro paghe per il lesso”, di carducciana memoria, se i regimi di centrosinistra sprofondano per impotenza, incompetenza e corruzione, scadono nell’imbecillità nel valutare un fenomeno epocale complesso, qual’e’ il terrorismo di matrice islamica, con cui l’Occidente, cristiano e no, dovrà fare i conti per decenni.
E che non si fronteggia con astuzie miopi, banalità demagogiche e retoriche, che offuscano menti e coscienze, agevolando il dissolvimento non affatto incruento della nostra civiltà, sia negli elementi laici sia in quelli cristiani.
Non serve che Papa Bergoglio ci ricordi che non si uccide in nome di Dio e che le guerre, tanto meno oggi, non sono guerre di religione. Servirebbe aiutasse a capire quali sono le religioni attualmente utilizzabili e utilizzate per finalità certamente politiche ed economiche. E presso quali popoli e persone hanno influenza.
Non serve che i Governi recitino l’ovvio: che non tutti i profughi sono terroristi, che non tutti gli islamici sono fondamentalisti e radicali.
Tanto meno servono gli artifici servili d’improvvisati psichiatri e le ipotesi complottistiche ed elettoralistiche dei Venturini di turno.
Serve agire nell’immediato sul terreno delle regole e della sicurezza, nel controllo e nel governo dei confini, del territorio e dell’immigrazione; approntando nel contempo una strategia lunga per aiutare le popolazioni, non i regimi mediorientali ed africani, isolando gli Stati canaglia, la finanza speculativa e criminale, bonificando il mondo vastamente corrotto delle cooperative e delle organizzazioni che si arricchiscono in nome dell’assistenza, comprese molte sotto le bandiere dell’ONU e dell’UNESCO, Caritas spesso inclusa.
Azione certamente difficile, come difficile e’ la sopravvivenza della civiltà europea.
Azione disperata, questo si, egregio Franco Venturini et similia, se l’avvenire resta nelle mani incapaci e rapaci degli attuali reggitori della U.E. e dell’Italia, in specie.