Oggi per me è un giorno importante, è il 29 aprile. Quaranta anni fa Sergio Ramelli veniva barbaramente ucciso sotto casa, senza nessuna colpa se non la sua appartenenza al Fronte della Gioventù dell’allora Msi. Nel mio studio di avvocato penalista, difendevo allora la mamma di Ramelli, vennero i colpevoli a portarmi una lettera con una richiesta di perdono. Una richiesta che io, a nome della mamma di Sergio, accolsi perché il sacrificio di quel ragazzo non fosse mai la rivendicazione di una parte ma potesse aspirare ad arrivare ad un momento di pacificazione, un monito per le nuove generazioni contro una cieca violenza e una pratica del ‘divide et impera’ che in quegli anni era una consuetudine per chi comandava.

A 40 anni di distanza non vorrei che quel messaggio di pacificazione, amore e sacrificio per l’Italia venisse dimenticato da chi oggi a Milano manifesta contro il ricordo di questo ragazzo. Il modo migliore per celebrarne la memoria è di offrire il suo ricordo a tutti gli italiani. Sergio Ramelli è oggi presente col gruppo di Fratelli d’Italia, qui in Parlamento.