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L’aspetto più significativo nella lenta, lentissima rottura all’interno del Pd non è la differenza di opinioni sull’Italicum o sulle riforme. Ma, molto più semplicemente, la totale mancanza di fiducia nei confronti delle promesse del bugiardissimo. Che assicura di essere pronto a modificare la legge elettorale, però solo dopo il sì al referendum. Un semplice ricatto, certo non una novità nei comportamenti del premier.
Peccato che alla sinistra Pd faccia totalmente difetto la coerenza. Perché Bersani e compagni non si fidano delle promesse del bugiardissimo sulle questioni interne ma fingono di fidarsi delle promesse a vuoto come presidente del Consiglio. E infatti la sinistra del partito si ostina a votare la fiducia ad un personaggio di cui non si fida: fantastico!
D’altronde i bersaniani ed i dalemiani sanno benissimo che, in caso di caduta del governo, si andrebbe ad elezioni e la direzione del Pd eviterebbe accuratamente di ricandidarli. Dunque una poltrona per altri due anni val bene un voto di fiducia turandosi il naso. Ma il referendum potrebbe segnare il punto di non ritorno. Qualcuno potrebbe finalmente trarre le conclusioni politiche di un dissenso insanabile ed agire, finalmente, in modo coerente. Andandosene e sbattendo le porte. Creando una nuova formazione politica.
Indubbiamente una scelta non facile. Perché le esperienze precedenti non sono state particolarmente incoraggianti. E poi, un partito che manterrebbe l’appoggio al governo del bugiardissimo o uno che toglierebbe la fiducia, lasciando magari che siano i gruppuscoli del centrodestra a sostenere il premier?
Perlomeno la sinistra si interroga e, timidamente, prova ad ipotizzare alternative. Sul fronte opposto, invece, il nulla è ormai assoluto. Parisi ha smesso di sgomitare e vivacchia senza riuscire a coinvolgere una società civile che non si sa più cosa sia. Toti è ai margini della scena e non si sa cosa stia aspettando per riprendersela. Salvini non sfonda più con gli slogan e la Lega cala nei sondaggi, Fdi resta un’incompiuta senza proposte. Mentre i 5 stelle possono inanellare errori su errori ma non perdono consensi perché nessuno riesce a creare un’alternativa credibile. Nel frattempo l’invasione si intensifica e la fuga dei giovani disertori italiani si trasforma in una rotta senza fine.