Prove tecniche di costruzione di un nuovo centrodestra siciliano. Ripartire dalla sconfitta delle scorse regionali, riorganizzare le file e elaborare un programma condiviso, è stato questo il tema dell’assemblea aperta alla società civile che si è tenuta ieri pomeriggio a Catania. promotori dell’iniziativa il presidente della Commissione antimafia all’Ars, Nello Musumeci (nella foto insieme a Giampiero Cannella) e l’ex sindaco etneo Raffaele Stancanelli.

 

Un fronte di opposizione unico a Crocetta ed una cabina di regia di tutte le forze del centrodestra isolano è il proposito dei leader che si sono avvicendati al microfono, con l’obiettivo di creare fin da adesso l’alternativa di governo al centrosinistra. Presenti tra gli altri Enzo Gibiino, Salvo Pogliese, Toto Cordaro e Marco Falcone per Forza Italia, Dore Misuraca e Ciccio Cascio per l’Ncd, Angelo Attaguile per la Lega Nord, Giampiero Cannella e Carmelo Briguglio per Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, e ancora Roberto Di Mauro, Nino D’Asero, Angelo Figuccia, Giorgio Assenza, Enzo Vinciullo e Basilio Catanoso. L’assemblea è stata aperta da una serie di interventi di giovani che hanno posto sul tappeto i nodi più difficili da sciogliere per la costruzione di una coalizione capace di rappresentare le istanze che furono del Popolo delle Libertà. Tutti concordi, i rappresentanti dei partiti, sulla necessità di ritrovare un filo conduttore che possa dare corpo ad uno schieramento vincente, anche se le mine su questo cammino non mancano.

 

Toni felpati ma messaggi affilati come coltelli tra i rappresentanti di Fi, Ncd e Fdi. La presenza a Roma degli alfaniani nel governo Renzi non va giù agli altri partner, l’Ncd, dal canto suo lamenta i continui attacchi non soltanto dei berlusconiani, ma anche dei parlamentari della Meloni che incalzano Alfano da destra. Dura la rilettura della sconfitta di Nello Musumeci nel 2012 fatta da Ciccio Cascio, che ha accusato Gianfranco Miccichè (che si candidò insieme ad Mpa e Fli in contrapposizione all’attuale presidente dell’Antimafia) di essere stato la causa della caduta del centrodestra in Sicilia. Nel suo “j’accuse” Cascio ha colpito anche lo stesso leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che “premiò” il pupillo Miccichè indicandolo come sottosegretario nel governo Letta. Così come netta è stata la presa distanze da parte di Fratelli d’Italia su alcune iniziative politico-parlamentari di Fi ed Ncd. “Non si può votare, come hanno fatto i parlamentari del centrodestra, l’abolizione del reato di immigrazione clandestina nel momento in cui le nostre coste sono prese d’assalto” – ha detto Giampiero Cannella -. Così come non si può fare outing a favore delle coppie gay nel momento in cui la famiglia tradizionale è in difficoltà e si arriva a chiedere l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso”.

 

Nel suo intervento conclusivo Nello Musumeci ha indicato un percorso virtuoso per riprendere il cammino verso la costruzione del centrodestra del futuro. Sgombrato il tavolo dalle polemiche nazionali, il percorso è tutto siciliano. Una cabina di regia e un metodo, quello delle primarie a tutti i livelli e della condivisione delle scelte, che serva a riavvicinare gli elettori delusi. Ma soprattutto, ha sottolineato Musumeci, un programma che nasca dal comune sentire, da “quei principi culturalmente alternativi alla sinistra che sono fortemente radicati nella società siciliana”.