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Il pomeriggio di qualche giorno fa ha tenuto banco la accesa discussione tra Mario Adinolfi e Fabio Volo circa la presunta propaganda gender contenuta nella promozione di Kung-Fu Panda (a cosa ci siamo ridotti?). E del nazional-pop Volo, hanno colpito l’aggressività riversata in offese e castronerie più ignoranti che provocatorie – tra le altre che “Gesù aveva due padri” e che alla Madonna è stata praticata la fecondazione assistita – e la serenità nell’offendere i dogmi di una fede. Sorge così, spontanea, una domanda.

 

Insultare una religione o i suoi appartenenti è libero esercizio della libertà di parola? E quale è il limite tra l’insulto e la critica?

In Italia, tanto per cambiare, la situazione è piuttosto curiosa. Da un lato il reato di bestemmia è stato depenalizzato e reso un illecito amministrativo (come una multa per eccesso di velocità, per intenderci). Scelta confermata dalla raccomandazione 1805 del 2007 del Parlamento Europeo nella quale si invitano gli Stati membri ad abolire i reati di blasfemia in virtù della libertà di espressione e di pensiero. Dall’altro però con la legge Mancino, tornata di recente alla ribalta per il tema gender, si sanzionano penalmente (con reclusione) anche la discriminazione per motivi religiosi, l’incitamento alla violenza e la provocazione alla violenza e la commissione di violenza per motivi religiosi. Quindi in Italia è possibile insultare una religione?

Teoricamente sì, salvo che ciò non sia inteso (da un giudice) come incitamento all’odio e dunque alla violenza per motivi religiosi. Qui, però, è l’inghippo.

 

Quale è la differenza tra la assoluta libertà di parola e l’incitamento all’odio?

La risposta concreta, per quel che riguarda l’Italia ed Europa, è: l’oggetto. E la religione è l’eccezione che conferma la regola: è solitamente possibile insultare una religione senza conseguenze penali. Specialmente quella cristiana. Nella gran parte degli altri casi – etnia, nazionalità, gender – la libertà di parola deve invece cedere davanti al cosiddetto hate speech: questa è oggi la linea dell’Unione Europea, che è promotrice della traduzione in crimini (penali) degli atteggiamenti discriminatori, anche verbali, nei confronti di quanto sopra. Ma non della religione. Questo perché la religione è, per la legge, una pura opinione. E posso insultare le opinioni altrui? Sì.

 

Quindi Volo è come Salvini?

Il che, spostandosi sul piano del comune sentire, non appare però del tutto vero. Possiamo notare infatti come i media, la politica e l’opinione pubblica italiana siano intrisi di attenzione – a volte ossessione – per il politicamente corretto. Specialmente oggi, specialmente nei confronti dell’Islam. Evidentemente la laicità, il rispetto per le opinioni altrui e la libertà di espressione sono per qualcuno non tanto garanzie universali, ma principi da attivare strumentalmente e selettivamente; clave da usare contro determinati interlocutori e da disattivare in caso di altri argomenti: non è forse l’atteggiamento di Fabio Volo quello attribuito, tra gli altri, a Salvini? Perché gli insulti di Salvini sono intolleranti, mentre quelli di Volo sono accettabili?

 

Troppo fortunati per capire

La nostra percezione della realtà resta quella superficiale di una nazione e di un continente fortunati. Mentre ci divertiamo a usare la nostra libertà alternata anche per ridicolizzare certe convinzioni cattolico-cristiane, dimentichiamo volentieri che questa libertà non è né gratuita né scontata, e che per queste idee c’è gente che viene perseguitata ogni giorno. È necessario capire che irrispettoso è soprattutto quel laicismo che nel nome del cinismo tratta alcune convinzioni religiose da barzelletta e altre invece da “differenze culturali da comprendere”. Senza un criterio onesto, se non la moda e le convinzioni politiche. Le vittime, intanto, restano vittime e muoiono due volte se vengono dimenticate. Mentre siamo attenti ad accendere e spegnere comodamente l’interruttore del rispetto, allora, cerchiamo di ricordarci che ancora nel 2015 l’80% delle discriminazioni religiose in tutto il mondo sono dirette contro i cristiani.