Secondo l’inutile ministro Calenda, se Alitalia oggi fallisse costerebbe allo Stato non meno di un miliardo di euro. E’ opportuno ricordare che Alitalia e’ un’azienda totalmente privata e, per lo più, straniera (per la precisione al 49 % araba; vedi Etihad, la compagnia dello sceicco di Abu Dhabi…) , peraltro passata pochi anni fa ad una cordata di imprenditori — i “capitani coraggiosi” di berlusconiana memoria — per 4 noccioline dopo che lo Stato piu’ volte,  troppe volte, ne aveva improvvidamente ripianato le perdite.

Ancora una volta la nefasta aura di socialismo reale cui l’Italia e’ soggiogata da decenni da questo maledetto cattocomunismo che ci attanaglia, fara’ perdere soldi ai contribuenti, giacche’ i quattrini che impiega lo Stato sono sempre e solo quelli che il fisco ruba dalle tasche dei cittadini.

Non pago dell’annunciato ennesimo intervento assistenziale, il Ministero – che chiamare dello Sviluppo Economico fa ridere – ieri ha pensato bene di ospitare un incontro tra l’azienda ed i signori Camusso e Barbagallo. Cosi’, complice il supino asservimento alla piaga dei sindacalisti, l’agonia sara prolungata, la crisi produrra’ altri costi, e quando il fallimento sara’ ineluttabile la spesa pubblica risultera’ ancora maggiore. Buon volo e allacciate le cinture.