I simpaticissimi “democrats”, quelli che sono talmente laici da passare l’intera loro vita a fare sermoni al prossimo, pure a chi – come me – non va volentieri a messa, tanto meno alle messe “laiche”, sono soliti mettere a tacere qualsiasi tipo di contestazione nei loro riguardi (del resto si ritengono incontestabili a causa dell'”evidente superiorità morale” delle loro simpatiche teorie totalitarie e totalizzanti), ogni volta che si contesta loro qualcosa, poiché la considerano palesemente “lesa maestà”, chiedono con insistenza: “non criticate [sottinteso: è troppo democratico e dunque inaccettabile per noi neototalitari…] ma fate parlare le cifre!”


Eccole! Applicando le ricette economiche del Fondo Monetario Internazionale, quelle che “salvano” i Paesi facendo diventare tutti poveri e inducendoli al suicidio (un po’ come le ricette della UE, per dire…), l’Argentina dell’attuale presidente Mauricio Macri, l’uomo del “Washington Consensus” che avrebbe dovuto riportare il Paese alla stabilità economica e politica (tombale), in poco meno di quattro anni di mandato (cioè dal dicembre 2015 a oggi) può “vantare” il poco invidiabile record del 35,4% della popolazione sotto la soglia della povertà.

Questo dato era al 29% all’inizio del suo incarico…! In Italia, l’universo mediatico titolerebbe di sicuro “grande successo del FMI!! Sconfitto il populismo peronista!!”. Spinto dagli USA e da tutto il mondo della finanza, delle banche, nonché da coloro che hanno inventato – con successo, occorre riconoscere! – il “sistema per uccidere i popoli”, Macri ha assolto con grande diligenza il suo incarico e, a fine anno, si prevede che i poveri argentini saranno oltre il 40% del totale della popolazione.


Ecco le nude cifre, che parlano da sé, mentre i ricchi e i ricchissimi restano tali, e tutti gli altri proseguono nella loro ininterrotta decrescita infelice. Chi vivrà, vedrà. E suppongo che per alcuni potrà essere un bel vedere, per altri un po’ meno. Come sempre, tuttavia, occorrerà acclarare attentamente i ruoli, perché la politica non è solo merda, è anche sangue.