Colpito da una sempre più ricorrente crisi di rigetto della politica, oggi come è avvenuto ieri, mi astengo dal commentare i diversi momenti sempre più stucchevoli della giornata nei palazzi che contano o che si credono e si illudono di contare (Arcore e residenza di via Plebiscito). Debbo, prima di affrontare il tema solo apparentemente marginale, fare un’eccezione per l’inaccettabile ed insopportabile scaletta, stilata, quale buon caporale, da Matteoli. L’ex An , ormai fedelissimo di Berlusconi, in una intervista al “Quotidiano Nazionale”, ha individuato le priorità per far ripartire il centrodestra “Punto primo: Forza Italia; punto secondo: Raffaele Fitto; punto terzo la Lega; punto quarto: l’Ncd”. L’unico marmittone, disciplinato, allineato ed asservito pare essere FdI. Non voglio e non posso crederci.

Preoccupa o dovrebbe preoccupare, invece, il documento dell’Ocse secondo cui la percezione della corruzione nelle istituzioni governative e locali in Italia sfiora il 90% al top tra i 34 paesi sviluppati, su cui è stata stilata la graduatoria. Il costo delle truffe e della corruzione negli investimenti, avverte l’organizzazione internazionale, “non è solo economico ma politico e istituzionale”. Più alta è la corruzione percepita, più bassa la fiducia nelle istituzioni.

Il dott. Renzi ( o chi per lui) , che non fiatato alla diffusione della notizia, che gli ha conferito per la prima volta un primato, seppure del tutto squalificante e mortificante, dovrebbe anche riflettere sulle parole pericolose del presidente del Senato, il quale ha chiesto alla politica “un vero sussulto etico”, osservando con innegabile spirito critico verso la maggioranza, che “finalmente in questi giorni siamo riusciti a dare avvio al dibattito parlamentare per la legge sulla corruzione dopo troppi rinvii”. Il Granduca starà meditando la meritata vendetta per l’insubordinazione.