Tre notizie, una illuminante, una seria, una grave. La prima serve a portare definitiva chiarezza, al di là delle proiezioni pilotate e delle valutazioni partigiane, sulla reale situazione del nostra Paese: secondo la BCE per l’Italia e per il Belgio si segnala un forte “scostamento dallo sforzo strutturale richiesto nell’ambito della regola del debito”. Per lo stesso istituto di credito internazionale “l’Italia necessita di ulteriori riforme per accrescere il prodotto potenziale”. A parte quell’inspiegabile “ulteriori” come ci fosse una “riforma” del gabinetto in carica capace di produrre effetti se non quelli anticipati dalla stampa amica (tutta salvo “Libero” e “Il Tempo”) e dalle televisioni vicine (tutte fatta eccezione per Rete Quattro), è una diagnosi sulla quale si dovrebbe riflettere e fare delle considerazioni.

Viviamo dall’avvento del “Granduca” in quella che Emilio Gentile ha chiamato “democrazia recitativa”, in cui i cittadini sono costretti ad una libertà senza dignità. Ma nonostante il bombardamento mediatico, fortunatamente ed in maniera sommessa emergono dati significativi sulla fiducia verso il governo, ed è questa la notizia seria. Secondo un dato segnalato dal Tg di La 7 lunedì scorso, soltanto il 39,3% degli italiani giudica favorevolmente il governo mentre il rimanente 60,7 % formula un giudizio “abbastanza” o “decisamente negativo”, cioè, in altri termini 6 italiani su 10 valutano criticamente l’operato del dott. Renzi. Sul piano della fiducia personale il “premier” gode della fiducia di un italiano su tre mentre Berlusconi guadagna, dopo l’assoluzione, appena 2 punti e il “leader desnudo” viene punito per la sua esuberanza inconcludente e parolaia con un calo così come il suo raggruppamento. FdI non pervenuto.

La notizia grave è invece costituita dal taglio previsto di carabinieri e polizia. Secondo un piano illustrato dal vice capo vicario della Polizia, il capo era troppo impegnato a rincorrere il dott. Renzi, è prevista la chiusura di circa 300 strutture della Benemerita e di 267 presidi di Polizia.

Di fronte all’ipotesi fondata di un ulteriore e ancora più pesante intervento demolitorio, il comandante generale, Leonardo Gallitelli ha ricordato che le stazioni dei Carabinieri rappresentano “un presidio che non appartiene all’Arma, ma agli italiani”. Italiani, che si preparano quindi a vedere e a subire, in maniera più grave e virulenta di oggi, l’attacco e la pressione della delinquenza nazionale ed internazionale.

Stiamo tranquilli e stia tranquillo per l’ennesima sconfitta e per l’ennesimo errore tattico il presidente del Milan: da voci correnti la minicrisi, soffocata e minimizzata, sarà risolta con l’accantonamento di Lupi e con l’ingresso nella “stanza dei bottoni”, toccati e curati da una sola persona, peraltro teleguidata, di Gaetano Quagliariello, noto per aver sostenuto la riforma dei concorsi universitari, fonte di nepotismo, di familismo e di clientelismo. Tanto per sorridere, Quagliariello, già di sinistra e poi in FI è professore ordinario presso la Luiss, figlio e nipote di altri due professori dello stesso rango. E’ davvero quindi persona, che non riserva sorprese.