Sull’onda della vittoria elettorale – più che quadruplicato il risultato ottenuto nel 2013 – la Lega elegge i suoi primi parlamentari nelle regioni del Mezzogiorno. E’ questa una delle novità politiche più interessanti emerse dal voto dello scorso 4 marzo: il processo di trasformazione in senso nazionale della Lega non più Nord appare ormai pienamente compiuto. Con buona pace tanto degli ultimi bossiani che dei neomeridionalisti, paradossalmente ostili all’unico movimento apertamente federalista del Paese. Se il Carroccio sarà in grado di consolidare il risultato ottenuto nel Mezzogiorno lo si vedrà nel prossimo futuro, di certo i numeri sono incoraggianti. Ben superiori, ad esempio, a quelli messi insieme da Liberi e Uguali, che pure al Sud ha messo in campo esponenti di primo piano della sinistra italiana.

E’ la Campania la regione che in termini di eletti – ma i dati non sono ancora definitivi – premia maggiormente la Lega: eletti alla Camera l’uscente Pina Castiello ed il coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa ed al Senato Claudio Barbaro. Il dato regionale del Carroccio è del 4% circa, ma in diverse circoscrizioni del Salernitano la Lega ha superato il tetto del 7%, mentre ad Avellino, Benevento e Caserta supera il 5%. In Basilicata il  Carroccio arriva al 6,3%, conquistando un seggio senatoriale per Pasquale Pepe. Grazie al balzo che porta la Lega dallo 0,2% del 2013 al 6% del 4 marzo il partito conquista due eletti in Calabria: al Senato il segretario Matteo Salvini, alla Camera il coordinatore regionale Domenico Furgiuele. La possibile rinuncia al seggio senatoriale conquista in Calabria da parte di Salvini potrebbe aprire le porte di Palazzo Madama all’ex consigliere regionale Tilde Miniasi, vicina all’ex governatore Giuseppe Scopelliti, esponente del Movimento Nazionale per la Sovranità che delle Lega è alleato in questa tornata elettorale. Non ci sarebbero eletti per la Lega in Puglia, ma anche qui il partito di Matteo Salvini si impone come uno dei cardini della coalizione di centrodestra: il 6,2% conquistato nella regione governata dal democrat Michele Emiliano ha consentito una sostanziale tenuta alla colazione a fronte della grande vittoria riportata dal Movimento 5 Stelle.

Nelle regioni del Mezzogiorno, inoltre, il risultato ottenuto dalla Lega è superiore a quello conquistato da Fratelli d’Italia: segno che è stato il Carroccio e non il partito di Giorgia Meloni a riuscire ad interpretare al meglio le richieste sollevate da quel “vento di destra” che ha attraversato la società e l’elettorato meridionale. Merito, probabilmente, anche della costante presenza di Matteo Salvini al Sud durante questa campagna elettorale.