Guy Verhofstadt, chi era costui? Un dimenticabile ex premier belga, ora trascurabile leader europeo dei libdem. Eppure questo signor nessuno si appresta a sbarcare in Italia per riunire tutte le forze politiche al servizio degli eurobanchieri e creare, così, uno sbarramento contro l’onda montante delle forze populiste. A spaventare il povero belga è stata anche l’alleanza raggiunta tra Marine Le Pen e l’olandese Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà olandese. Le destre europee, di vario tipo, con specificità nazionali e posizioni anche differenti su questioni fondamentali come lo Stato sociale, hanno comunque deciso di mettere da parte ciò che divide per creare un’unica opposizione contro lo strapotere di Bruxelles e dei reali padroni d’Europa.

In realtà non è proprio così. Il politicamente corretto, o corrotto, ha imposto all’alleanza franco-olandese di lasciar fuori dagli accordi i movimenti più estremi, come l’ungherese Jobbik, come i romeni, i bulgari, gli slovacchi. Magari dopo le elezioni europee si vedrà, ma per ora restano esclusi. E non è una bella cosa. Sufficiente, comunque, per spaventare i Verhofstadt di turno. Nonché per conquistare paginate terrorizzate sui vari giornali di servizio. Soprattutto quelli italiani, abituati a spaventarsi per nulla e ad esaltarsi perché 20 antifascisti hanno contestato, all’Aia, l’incontro tra i leader dei due movimenti. Ma l’Italia è anche la grande assente dalla scena delle alleanze e delle controalleanze. L’offerta di accordo verrà estesa alla Lega Nord? E’ quello chei si augura l’ancora per poco europarlamentare Borghezio. Ma gli altri movimenti anti-Bruxelles? Probabilmente, come nella favola della volpe e l’uva, spiegheranno di non essere interessati perché l’olandese è filoisraeliano o perché il papà di Marine Le Pen era anti israeliano.

D’altronde il signor nessuno belga accusa proprio la Le Pen per questo, perché il papà, il nonno, il bisnonno.. Anche in questo caso c’è una favola, quella del lupo e dell’agnello. Ma forse il signor nessuno non la conosce. In compenso è sicuro di poter creare, in Italia, uno schieramento con dentro parte del Pd (dove non riesce Renzi, a spaccare il partito, provvede l’illuso belga), di Scelta Civica, dell’Udc, e poi Montezemolo, Giannino, i radicali. Manca solo Balotelli e poi la squadra è al completo. Ma al di là dei sogni del signor nessuno, è evidente che la politica italiana non ha alcun ruolo. Viaggia solo a rimorchio. Ma quando il nuovo parlamento europeo sarà formato, questa mancanza di ruolo rischia di essere pagata a carissimo prezzo.