L’ennesimo schiaffo morale ai milanesi appassionati di calcio. È quello mollato dagli organizzatori del derby della Madonnina post Santo Stefano. Un quarto di finale di Coppa Italia con prezzi da semifinale di Champions. Il paragone, infatti, non regge non solo dal punto di vista della promozione degli eventi sportivi, ma, soprattutto, dal punto di vista calcistico. Inter e Milan stanno vivendo uno psico-dramma per nulla, in stile mittel-europeo.

Mi spiego. La crisi viene da molto lontano, da quando cioè le due società sono state vendute in un lago di debiti dai due patron meneghini. Moratti e Berlusconi. Neanche a farlo apposta, entrambe le società sono state acquistate da veri, o presunti tali, tycoon cinesi. L’Inter, sembra aver risolto i problemi finanziari, il Milan ci prova con molta più fatica. Sul campo, invece, l’Inter sembra aver superato gli anni infernali per una stagione più dignitosa ma sempre piena d’insidie, il Milan è entrato nel tunnel e non sembra vedere l’uscita.

I tifosi, e non quelli del “l’avevo detto io”, sono un po’ stufi per dirla con un eufemismo. Si sentono traditi da una classe dirigente per niente intenzionata a salvaguardare un patrimonio della città di Milano. Anzi. La beffa, appunto, del caro biglietti per il derby del post Santo Stefano è l’ennesimo schiaffo. Il clima natalizio e lo stato dell’arte della rinascita del calcio stracittadino imponevano una politica più popolare. Invece niente. Al Meazza, mercoledì 27, se vorrai andare a vedere il derby, dovrai pagare manco fosse la semifinale della Champions, giocata da squadre di vertice. Antipopolari.

Il calcio in generale e il calcio nelle grandi metropoli sembra più avviato a diventare affare per pochi. Sarebbe bello se il Consiglio comunale mettesse in agenda la gestione dei biglietti per il Meazza dal punto di vista dei prezzi. Sarebbe bello se a Natale qualcuno, a palazzo Marino, si fosse imposto per favorire un regalo ai milanesi. E invece no. Impotenti, i tifosi appassionati dovranno subire l’ennesimo schiaffo. Quel caro biglietto che stride con l’atmosfera festiva. Sennonché, la festa al popolo del calcio sono sempre gli stessi a farla. E non certamente Babbo Natale. Auguri.