A metà giugno di quest’anno il Beppe Sala potrà spostare sul suo pallottoliere personale la prima pallina da sindaco di Milano. Eletto con un bel 22 % grazie all’astensionismo del 60% dei Milanesi aveva da subito esternato lo slogan: “DISCONTINUITA’ PER MIGLIORARE”

Ovviamente quella garbata presa di distanza dall’amministrazione del suo predecessore, l’avvocato Giuliano Pisapia, aveva fatto sperare in un orientamento meno tetragono ed ideologizzato rispetto all’inconsistenza operativa di quella giunta opaca ed eccessivamente cromatica.

In realtà non è cambiato nulla ma proprio nulla anzi alcune prese di posizione sembrano scivolare verso quella patogenesi del pensiero ipocrita che vagheggia un surrogato di società aperta a tutto ed al contrario di tutto semplicemente inutile rispetto ai reali problemi della città.

Il Sala insomma si è palesato come una cover del suo predecessore scimmiottandone gli strabismi politici complicati da una vistosa inesperienza partitica. D’altronde rimasto parecchio scombussolato dalle recenti vicissitudini del Renzi, suo mentore e protettore, si è di fatto precipitato a prostrarsi davanti alle componenti più di sinistra del suo schieramento sopratutto per evitare possibili imboscate nel consiglio comunale.

Il risultato almeno per ora è abbastanza deprimente visibile anche a occhio nudo pure da quelli che preferiscono non vedere. Le periferie, tutte nessuna esclusa, restano imbalsamate nel disagio in cui le aveva abbandonate la debolezza snobistica del Pisapia, le manutenzioni di strade, parchi e giardini sono addirittura peggiorate rispetto all’incuria precedente e un numero sempre più trasbordante di migranti accolti a parole sono stati lasciati poi allo sbando un po’ nell’ovunque cittadino con una marcata preferenza per le aree limitrofe alla stazione centrale in compenso seguendo pedissequamente le orme di quel tassatore compulsivo che era il Pisapia ha dimostrato lo stesso accanimento contro la città aumentando tutte le tariffe pubbliche insistendo poi senza vergogna nella persecutiva strategia delle sanzioni a raffica. Di seguito si è cimentato nella costruzione di nuovi bandi per il rinnovo delle associazioni di spazi commerciali nella Galleria del Corso talmente mal concepiti d’aver provocato un cortocircuito tra ricorsi ed offerte chiaramente artificiose .

Insomma da un sindaco manager come si vanta di essere i Milanesi si sarebbero aspettati di più della solita arrogante caccia alle streghe per coprire un rosso di bilancio da emicrania a grappolo. Al momento dunque tutto come prima peggio di prima e di rilancio della città neanche a parlarne.