Cara signorina Carola Rackete ( credo che l’ultima “e” sia di troppo per il suo mestiere), complimenti, finalmente ce l’ha fatta, è riuscita a farsi arrestare da quel “fascista” di Salvini, diventerà un’eroina della sinistra mondiale, le faranno la maglietta tutta rossa da indossare a qualche rave party dei centri sociali!

Lei, ricca di papà, con la casa in Inghilterra tutta sua che lui le ha regalato e che l’aspetta, una volta terminata questa scocciatura dell’arresto. Immagino che il suo appartamentino dorato sia occupato da un gruppo di poveri immigrati, o forse che no ? Lei segue il metodo Capalbio? Tutto vuoto? Immagino di si, gli immigrati servono, “ but not in my back yard” ma non nel mio giardino. E poi magari alla lunga danno fastidio, lei cosi ariana, che tratta gli italiani da mentecatti; ce li aveva anche a bordo, quelle amebe con la barba, gli inutili pidioti !

Ha percorso centinaia di miglia a zigzagare per il mare, in attesa di puntare su Lampedusa; avrebbe potuto arrivare fino in Portogallo, se avesse seguito una linea retta, incontrando ogni tipo di porto: Tunisi, Marsiglia, Orano, Gibilterra, ma no , lei si era fissata con Lampedusa, perché quelli erano gli ordini impartiti dall’alto dei poteri forti, per scardinare il governo ribelle italiano.

E i giornalisti del pensiero unico, dell’unico neurone, piangevano per lei e per il suo carico di sofferenza umana! “ Sono allo stremo!” dicevano i campioni dell’informazione. Ma mi faccia ragionare: se erano allo stremo significava che non dava loro da bere e da mangiare? Che non dava loro un rifugio per riposare? O che era tutta una farsa?

Con tutti i soldi milionari delle ONG perché non si è fatta consegnare una nave più attrezzata, con tante cuccette, una sala mensa, luoghi di conforto per i soccorsi in mare? Forse perché è molto più utile alla propaganda un ponte esposto al vento ed al sole, per esibire la sofferenza di chi prendete a bordo? Mi ricorda tanto le vecchie galere che partivano da Cape Coast, in Ghana, stipate di futuri schiavi da portare in Occidente; le comandavano i suoi antenati, non i nostri; gli italiani simili porcherie non le hanno mai fatte.

E’ cambiato qualcosa? Me lo dica, perché grosse differenze non ne vedo. Il racket dello sfruttamento della manovalanza clandestina arruolerà i suoi immigrati, alle donne ci penserà la mafia nigeriana, un angolo di tangenziale ed un copertone si rimediano presto.

Lei intanto si farà qualche giorno di galera in Italia, giusto in tempo per imparare l’arabo, lei che si vanta di conoscere le lingue straniere. E con i soldi raccolti dalle collette degli inutili pidioti si pagherà fior di avvocati, ed al limite c’è sempre papà.

Non saranno contenti i nostri terremotati che avrebbero gradito la stessa attenzione dalle sinistre , ma pazienza, quelli sono italiani, i soliti mentecatti.